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Paolo Marchi |
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Pino Cuttaia
Mai tema fu più adeguato, ancora una volta il Patròn Paolo Marchi e il suo staff ci hanno visto giusto. Il Congresso si adegua al cambiamento dei tempi. " non bisogna vivere in un museo, fatto di foto ingiallite, esordisce emozionatissimo Marchi, aprendo così la decima edizione di Identità Golose.
Il compito di rompere il ghiaccio spetta allo chef siciliano pluristellato e quanto mai umile, Pino Cuttaia de la Madia di Licata, conosciuto per la sua cucina fatta di pensieri e di ricordi. L' uovo e seppia, che schiude dal guscio: una golosa illusione. Altra intelligenza golosa la frittata di canocchia cruda, ricca di albumina al punto da poter sostituire il gamete di gallina. In chiusura la finta pizza di cornicione vuoto con merluzzo affumicato e spuma di patate e la parmigiana-lasagna, dove la pasta al nero ricorda appunto la buccia della melanzana.
Simone Padoan con Francesca Barberini
" Parto da un idea , quella del copiare. Io mi sono auto copiato, una focaccia con germinato integrale a lievito naturale in gel e inserito nell'impasto che riposa per 24 ore . E' una focaccia un po' ruffiana, con burrata e gambero crudo, cappuccio viola e puntarelle condite con scorza d'arancia: l'effetto al palato è seducente. "L'aspetto nutrizionale riguarda il germinato di grano saraceno assimilabile in maniera immediata. Cerchiamo di educare a non sprecare il cibo e mangiare meno ma, con alto valore nutrizionale perchè ingeriamo di più di quello che produciamo. Bisogna saper far la spesa e utilizzare la cucina degli avanzi. C'e' troppo spreco dobbiamo far capire come non sprecare." "Da noi pratichiamo la cucina del riciclo utilizzando gli avanzi abbiamo allevato due maiali!"La sala e' stracolma di giovani e studenti. "In tutti gli assaggi ho usato grano saraceno germinato. Da noi tutto lievita e tutto si muove, partiamo dal salato per arrivare al dolce. Per me l' importante è reinterpretare, trarre ispirazione da piatti e da persone. Abbiamo due lieviti uno a secco per il salato e un altro in acqua per i dolci. L'agrodolce e' una costante nei miei lievitati. Anche Padoan si circonda di una a squadra giovane. Abbiamo tre forni uno statico, uno ventilato e uno a legna. Abbiamo eliminato il nome pizzeria: vogliamo offrire un prodotto sano digeribile originale. Il mio e' un connubio tra cucina e pizza con prodotti di eccellenza. Il piatto e' perfetto quando si fa la scarpetta!
Da nord a sud: 'La Partenza intelligente di Franco Pepe, pizzaiolo in Caiazzo (Ce).
Franco Pepe e la valigia intelligente
Franco Pepe e la partenza con la valigia intelligente da Caiazzo, Pepe in Grani a Milano, impasto a mano da 4 generazioni. "Io amo fare i fatti e parlare poco. Nel 2013 ho portato il contenitore stufa, quello napoletano antico dei 'rammari' ,la sera questa stufa viene riempita di piccole pizze calde che ad un euro e mezzo tutti possono fermarsi a mangiare.
Nella valigia ci sono le eccellenze dell'alto casertano che io metto sull' impasto a mano. Io voglio avere almeno una pizza a km 0 e biologica. Presento due pizze: Memento e la km 0 la mia terra. Cipolle di Alife, olive caiazzane, ceci di Caiazzo, nella ricerca abbiamo parlato con gli anziani con chi e' emigrato, con agricoltori custodi di un pomodoro antico per riportarlo a nuova luce attraverso la pizza. Gli agricoltori custodi hanno da 80 a 96 anni, oggi pero' si e' creata una microeconomia di giovani che hanno raccolto questo messaggio. Oggi non c'è solo la partenza, ma anche il ritorno intelligente, con il confronto.Voglio testimoniare i sapori della mia terra. Il progetto di Pepe in Grani si completa finalmente con le camere, l'ospitalita' serve a far rimanere i clienti sul territorio e far vivere loro esperienze di visitare i produttori, le cantine , i frantoi. Mi sono trasferito dalla piazza centrale del paese al vicolo, dove ho messo delle panche per chi aspetta. Non peso mai l'impasto, distinguo a mano, ogni giorno non e'mai lo stesso. L'incontro con l'agronomo mi serve a conferire scentificita' al mio lavoro. Ho realizzato un simbolico tavolo dei contadini dove tutti si riuniscono intorno a me e oggi collaboriamo anche con l'universita'. Grano delle colline caiatine,con il quale questi contadini custodi fanno il proprio pane. Stiamo lavorando ad una pizza anche per chi ha problemi cardiaci. Pepe come Scabin: un menu' per chi ha problemi di salute e non si rovina l'umore! Il pomodoro riccio ha un alto contenuto in polifenoli. La forma e quella della 'papacella' napoletana, con pancetta di maiale casertano, evo da olive caiazzane, mozzarella di bufala dop e origano del Matese. I miei fornitori sono storici, di generazione in generazione. Abbiamo voluto portare la biodiversita' sulla pizza, anche il conciato romano, presidio Slow Food, è sulla pizza di Pepe. In 6 km quadrati si raccoglie tutto il suo mondo della pizza. E' la prima volta che uso il forno elettrico. Il futuro non e' tale se non si porta per mano il passato.Tre ragazzi laureati sono tornati a lavorare la Terra e io assorbo tutta la loro produzione. Tutta la Campania sta soffrendo di un problema che riguarda solo 400 ettari. Noi lavoriamo per riportare in alto l'immagine del nostro territorio."
assaggi di cucina thai
L'ultima piovosa giornata milanese, martedì 11 febbraio si chiude con l'omaggio alla nazione ospite in Auditorium: la Thailandia, mentre nelle sale blu, vanno in scena Identità di Pasta e, novità, Identità di Libri, tre titoli tra tutti, " In cucina comando io" di Antonino Cannavacciuolo per Mondadori Electa ; " Sono donna e sono Chef" di Cristina Bowerman per Mondadori Electa; "Storie di Coraggio" di Oscar Farinetti per Mondadori.
Il focus della mattinata è tutto per Identità di Pasta in collaborazione con Monograno Felicetti, in sala con gli chef, la brava Eleonora Cozzella delle Guide Espresso. La partenza è di quelle esplosive...Mauro Uliassi parte in quarta gesticolando come un direttore d'orchestra, con l'ironia che lo distingue, racconta il suo luogo, Senigallia, sulla spiaggia, per il quale ringrazia gli dei ogni giorno.
Mauro Uliassi, genio e sregolatezza
la zuppa di Uliassi
L'esibizione va avanti con il secondo piatto, un sapiente abbinamento tra terra e mare: mezzi rigatoni, con polpettine di ciauscolo marchigiano, erbe aromatiche, broccoli e acciuga affumicata. Un connubio magistrale tra l'aromaticità del ciauscolo, la dolcezza dei
broocoli e della pasta e il fumè dell'acciuga. Uliassi, a differenza di molti chef, si è messo in gioco e ha fatto assaggiare i piatti a tutta la sala per suscitare curiosità, domande e ricordi. Esperimento riuscito.
i mezzi rigatoni di Uliassi
Prima della lezione del tristellato brianzolo Bartolini, un inframezzo dal Sol Levante: Yasuhiro Sasajima titolare a Tokyo di un ristorante italiano, Il Ghiottone ( niente a che vedere con il nostro Ghiottone di Policastro :).
Yasuhiro Sasajima
In Giappone la cucina italiana e la pasta sono molto amate. "Oggi coniugo due piatti di pasta con sapore di umami. Faro' un brodo di pollo con porri, carote, dove bollira' la pasta, cosi' l'umami si trasferisce nella pasta. Faremo ripieno con pollo, scalogno, sale, erba cipollina. Il sale esalta il sapore di umami. Conviene salare ingredienti a crudo. Farciamo maccheroncini e li saltiamo in padella, dopo sembreranno pezzi di pollo arrostiti. Sinergia tra porro e pollo esalta sapore dell umami (amino acido). Facciamo la salsa sempre con pollo e porri unendo brodo, fino a renderlo purea con il frullatore. Aggiungiamo in padella il brodo di umami e copriamo. acciamo assorbire tutto il liquido, spolveriamo con tartufo nero, grana padano, aggiunto alla purea di porri, e poi evo per il profumo e buon sapore alla fine per la percezione finale del gusto. Uova cotte a vapore a circa 60 gradi, Salsa di porri, uovo, sale, maccheroncini con tartufo, ed ecco il piatto!
i maccheroncini giapponesi
Terminata la lezione sul modo di mangiare la pasta in Giappone, torniamo in Italia con il tristellato ' english look' Enrico Bartolini, brianzolo doc.
Bartolini con Eleonora Cozzella
Il giovanissimo chef spiazza tutti con ’Ajo e ojo che diventa un biscotto,
l'ajo e ojo in versione entrèe di Bartolini
la Carbonara che è l’inquilina di un uovo,
la carbonara dentro l'uovo
e il Pomodoro e basilico che cedono la loro naturalezza usando solo l’amido di uno spaghetto stracotto.
il finger di pasta e pomodoro di Bartolini
Si chiude con un tocco affumicato, lo Spaghetto all’anguilla, un piatto che non riesce ad uscire dalla carta:) "Spaghetti con l'anguilla, olio, cipollotto, aglio tritato, peperoncino, si aggiunge la pasta ancora molto al dente in padella, concludiamo con acqua di cottura, si aggiungono delle mollichine di pane croccante, salsa di soia, battuto di origano e finocchietto freschi, evo a crudo, ancora croste del pane a fine cottura e quando e'cremosa si serve...
gli spaghetti all'anguilla
Il pomeriggio dell'ultima giornata di Identità Golose è dedicato a Dossier Dessert in collaborazione da sempre con Valrhona. L'apertura non può che essere affidata a Corrado Assenza Chef patissière del Gran Caffè Sicilia a Noto, un'esperienza che vale il viaggio.
Corrado Assenza
Assenza attacca parlando del rapporto tra pasticceria e prodotti a km buono, vale a dire che non necessariamente, la sua pasticceria contiene ingredienti esclusivamente siculi. "La Sicilia e' una fusione di culture." Il primo dolce e' Inverno Ibleo, tempo di agrumi da diverse cultivar:arancia amara, arancia dolce, la varieta' moro e il limonello siracusano, poi il maialino e poi il verdello in estate protagonista della granita. "Succo di arancia rossa utilizzando un riso per fermare il succo e gocce di miele d'arancia. Pasta sfoglia di farina integrale di Petra che ricorda il rumore dello champagne. Abbiamo utilizzato anche grano integrale riducendo il burro. Poi abbiamo utilizzato la carota igp di Ispica che è dolcissima. Foglie di bietole selvatiche e miele. Per completare, crema con latte pastorizzato non omogeneizzato. Finiamo con confettura di kiwi che conferisce freschezza."
Lascio Assenza per concludere la mia tre giorni a Identità Golose con la pasta: Due grani ciascuno a suo modo, il neo stellato campano, Giuseppe Iannotti del Kresios di Castelvenere (Bn) e il grande Davide Scabin che ha già dimostrato, ove ce ne fosse bisogno, di essere 10 anni avanti nella golosa intelligenza.
Giuseppe Iannotti con Eleonora Cozzella
Made in Sannio, Giuseppe Iannotti, la prima stella Michelin del Sannio presenta tre piatti: antipasto, primo e dessert. Trota, lumachine, creme fresh con burro, lemon Milton; pasta panna e salmone, fagioli e ostriche; tagliolini con liquore Strega liquore composto da 50 spezie top secret e chips di mela annurca di Sant'Agata dei Goti. "La difficolta' afferma il giovane chef, e' farsi capire in territorio abituato a quantita' e tradizione."
Davide Scabin contemporaneo e intelligente futurologo
Nuda e provocatoria è la pasta di Scabin di Combal.zero a Rivoli, nel Torinese. Nuda perché servita separata dal condimento. Tra i giochi che si concede l’istrionico chef piemontese, reso sfrenatamente libero dalla mancanza di una tradizione regionale della pasta secca, la Pasta con insalata servita con bacchette orientali perché la minore dimestichezza con lo strumento costringe a focalizzarsi di più sulla materia e il conchiglione-nacho con il quale far la 'scarpetta' in una golosa bagnacauda. Infine una pasta-pongo, già mostrata durante la lezione del progetto 'cleanic' , modellata e fritta come un sofficino o un arancino. Allegria in cucina per chi soffre di patologie mediche, ma anche per i sani di corpo e di spirito:) Standing ovation per l'istrionico Scabin.
Dal mio tour de force milanese, per la prima volta, da giornalista indipendente e non da inviata, con la libertà di poter scegliere cosa approfondire, riparto con una riflessione: " nelle cucine, a tutti i livelli, serve nuova intelligenza, c'è bisogno di dimenticare l'Io e fare squadra con la brigata e con i fondamentali interpreti che lavorano in sala e in cantina. I cuochi stanno imparando (faticosamente e non sempre con risultati centrati) a preservare ricordi e sapori, combinandoli in nuove forme. Indispensabile è stare al passo con i tempi: quindi cucina leggera, niente orpelli, rapporto prezzo - qualità, tanta creatività basata su solida conoscenza delle proprie tradizioni, in poche parole imparare a pensare, rinnovandosi con intelligenza, possibilmente golosa.
I Patròn Paolo Marchi e Claudio Ceroni
con la torta del decennale
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