
tutti insieme appassionatamente da sx Raffaele Moccia, Vincenzo di Meo, Nando Salemme, Rosario Mattera, Michela Guadagno, Gilda Martusciello, Gerardo Vernazzaro e Sandra Castaldo
Ancora un grande evento del programma 2013 di Malazè, dopo il connubio di cultura, arte e gusto vissuto il 10 settembre a cantine La Sibilla, la notte delle Eccellenze enogastronomiche flegree voluta da Nando Salemme di Abraxas, un presidio sempre in crescita dei prodotti e dei sapori flegrei e non, e da Rosario Mattera lo scatenato e irrefrenabile presidente di Malazè.
Dopo otto edizioni con le quali il nome ‘Campi Flegrei’ è venuto fuori da protagonista grazie alla massa degli eventi e dei partecipanti, Malazè ha ritenuto fosse giunto il momento di fermarsi e selezionare la qualità, le forze positive, quelle interessate a una reale crescita del territorio da costruire insieme.
Con questo spirito è nata la notte delle Eccellenze flegree, dove il patròn di Abraxas ha voluto riunire – senza nessun intento discriminatorio, quelle realtà produttive, in particolare enologiche, che in questi anni si sono distinte per i percorsi di crescita e di perseguimento della qualità totale del prodotto, spesso a dispetto del profitto, pur di offrire l’immagine giusta, buona e pulita della propria terra: i Campi Flegrei. La scelta è stata oculata e ha tenuto conto anche delle diverse zone di produzione per offrire una panoramica variegata della biodiversità che questo territorio sa esprimere. Siamo partiti da Quarto con Cantine Grotta del Sole che con Gilda e Francesco Martusciello ha presentato un prodotto fortemente territoriale anche se non propriamente flegreo, l’Asprinio di Aversa Spumante Metodo Classico 2009 abbinato agli antipasti di Abraxas: bruschette con burro e alici di Cetara, insalata di farro con verdurine e agrumi, la famosa ‘stracciata’ di melanzane e un’intrigante versione dell’insalata caprese indorata e fritta.
E’ a Gennaro Martusciello, ricorda Gilda, che si deve la nascita di questo magnifico prodotto, la sua passione per gli spumanti e la determinazione di voler lavorare con vitigni del sud ha portato ad un vino elegante con sentori agrumati, bollicine fini e persistenti, ottima struttura e sorso fresco e invitante.
A seguire ci siamo ‘spostati’ verso la zona degli Astroni, dove Manuela Russo e Gerardo Vernazzaro producono con Cantine Astroni falanghina e piedirosso in diverse versioni con l’occhio sempre attento alla ricerca e alla qualità. La Falanghina di Astroni 2012 è fresca, sapida e minerale, ingresso fruttato e morbido con rimandi di pesca e banana. Il sorso è persistente, di buona struttura; la abbiniamo alla caprese fritta, a bignè al forno farciti con ricotta e peperoncini verdi su salsa di pomodoro, al già noto ‘panino ca ‘a purpetta’, reminiscenza d’infanzia rivisitata con crosta di pasta fillo e mezza polpetta al sugo e alla parmigiana di zucchine. Dal cratere degli Astroni muoviamo verso la zona di Bacoli, sul mare, per l’esattezza a 23 metri slm, dove insiste la Vigna Cruna del Lago di Cantine La Sibilla dalla quale deriva l’omonimo vino, cru di falanghina; Il naso è un vulcanico, fluente susseguirsi di sensazioni: prima una botta d’intensità di fiori profumati, poi frutta gialla, un accenno esotico e note fresche e delicate, un leggero sentore vegetale e un ricordo di salvia. Mineralità in abbondanza e sapidità decisa nei riverberi del suolo vulcanico. E’ un vino, profondo, verticale: la sapidità, dovuta alla vicinissima brezza marina, regna incontenibile. Cruna del Lago 2009 ha sostenuto alla grande la prova di abbinamento con le linguine con le cozze di Capo Miseno, pomodorini e crema di cicerchie; tra il primo e il secondo, una pausa per presentare la serata nel magnifico giardino di Abraxas, sospeso tra lago d’Averno da un lato e il Golfo di Pozzuoli dall’altro.

i piatti: caprese indorata e fritta, insalata di farro, bignè con ricotta e peperoncini verdi, linguine con cozze e crema di cicerchie, gnocchi di casa al ragù, coniglio all’aceto con patate dell’orto Abraxas e tiramisù estate – autunno di Abraxas

due generazioni a confronto, Vincenzo di Meo La Sibilla e Raffaele Moccia Agnanum, età diverse e unica visione della viticoltura flegrea
Nessun commento:
Posta un commento