venerdì 19 novembre 2021

Home Piccola Osteria Alternativa, una bella scoperta nel cuore dei Campi Flegrei

 


lo Chef Tommaso Di Meo e il Responsabile di Sala Felice Esposito 

La scorsa settimana sono finalmente riuscita ad andare a trovare una vecchia conoscenza che da giugno di quest’anno ha avviato un’ attività in proprio nel cuore dei Campi Flegrei nella zona più antica di Bacoli. E’ lo chef Tommaso Di Meo classe 1979, nato a Pozzuoli - quindi flegreo fino al midollo – con le idee chiare già dalla scelta degli studi superiori: si iscrive all’istituto alberghiero sezione Cucina; dopo il diploma inizia il percorso di esperienze e formazione. Per quattro anni collabora con il ristorante Villa  Gitana di Bacoli specializzato nella cucina flegrea di tradizione. Da Bacoli si sposta a Venezia al Bistrot De Venise locale dedicato alla cucina storica veneziana e ai vini rari. Allo stesso tempo si diploma Mastro Coppiere presso l’Aspi grazie alla sua sconfinata passione per il mondo del vino. Terminata l’esperienza veneziana, Tommaso sbarca a Roma presso il ristorante Doha nel cuore dei Parioli e successivamente al ristorante dei Feudi di San Gregorio all’interno della Rinascente sempre a Roma. Nel 2004 il richiamo del sangue si fa sentire e Tommaso rientra nei Campi Flegrei dove ritrova Nando Salemme flegreo doc e patron della nota Osteria Abraxas in via Scalandrone a Bacoli. Tra i due nasce subito un rapporto di fiducia e stretta collaborazione e qui Tommaso cresce e partecipa con passione ai progressi di Abraxas, un progetto molto diverso dalla classica cucina di mare flegrea, che punta tutto sulle eccellenze di terra  flegree e non, con vini, pasta, carni, ortaggi, salumi e formaggi assolutamente unici. La carta dei vini è sempre stata un punto forte di Abraxas, Nando Salemme è Sommelier Ais e negli anni è arrivato ad una selezione enoica curiosa, originale e in perfetto abbinamento con la cucina. Il sodalizio ha un grande successo e va avanti per tredici anni, fino al 2017, quando Tommaso si sente pronto per aprire un locale tutto suo realizzando un sogno coltivato già da anni. Il rapporto con la “famiglia” Abraxas resta ottimo e il “fil rouge” non si spezza, la “mano” in cucina è immediatamente riconoscibile, naturalmente con nuove incursioni e sorprese.

Home Piccola Osteria Alternativa apre la “porta di casa” il 23 giugno scorso ancora in piena pandemia. Il locale fa parte di una proprietà rurale di famiglia, dove al terzo e ultimo piano Tommaso e sua moglie Valentina co-protagonista dell’intero progetto, hanno realizzato un ambiente intimo, di elegante e confortevole semplicità, dove gli ospiti possano sentirsi a casa propria, in un’atmosfera professionale, ma calda e non ingessata.


dettagli degli interni

Le piccole sale, l’una nell’altra, contano 28, massimo 30 coperti, proprio per garantire un’esperienza rilassata senza alcuna fretta. La brigata si compone di Tommaso alla guida della cucina con un aiuto, Felice Esposito responsabile di sala, 24 anni con esperienze in Spagna e  che sta completando il Wset, corso internazionale per Sommelier e in primis, Valentina Simeoli cordiale e creativa, specializzata nella pasticceria che ama con tutta se stessa. Oltre alla pasticceria anche il pane, i grissini e le focacce sono fatti in casa.

 


 i grissini fatti in casa

Home, mi racconta Tommaso,  “è il sogno di una vita , l’idea era quella di creare un luogo che potesse offrire  la sensazione di andare a cena a casa di amici o parenti. Negli anni io e mia moglie abbiamo notato che sul territorio ci sono tante realtà ma quasi  nessuna che desse  l’impressione di sentirsi a casa, tra amici.”

L’Osteria segue una filosofia precisa orientata alla scelta di piccoli produttori al fine di farli conoscere; la scelta delle materie prime segue quest’indirizzo dalla pasta, all’olio, alla carne, agli ortaggi e, in particolare ai vini.
La carta vini è composta quasi completamente da piccole aziende italiane e internazionali “che lavorano in prima persona la vigna riuscendo a portare in cantina uve integre senza bisogno di particolari interventi.”
Il menu cambia ogni 40/50 giorni seguendo la stagionalità. 

In questo periodo autunnale  la carta si compone di tre antipasti a base di formaggi di un piccolo caseificio dei Monti Lattari, di salumi del Casentino (ottimo il Prosciutto, “il Grigio”) e di qualche incursione di mare flegreo proposta dallo chef. Si prosegue con quattro primi, due a base di pasta fresca:

 


Ravioli all'ischitana farciti di carne di coniglio conditi 

con spuma di pecorino dei Monti Lattari


Gnocchi ripieni di baccalà mantecato al pomodoro del piennolo e polvere di olive

Gli altri due con pasta d’autore: spaghettone Mancini  con cozze, crema di broccoli e nduja di Spilinga, per chiudere con le fantastiche  candele spezzate  del Pastificio dei Campi  con Genovese di manzo.

Sei i secondi: la costata di Chianina  con 40 giorni di  frollatura;  l’entrecote di angus;

 


il tenerissimo e succulento brasato con castagne e salsa al piedirosso; 

l’anatra all’aceto balsamico stravecchio di Modena con porro in doppia consistenza

 e salsa di Bleu Jersey.

Curiose le due incursioni dal mare: Fish and Chips con gel al mandarino e seppia fritta con finocchi.

Cinque le proposte dolci di Valentina Simeoli:



Terramisu servito in un divertente vasetto che richiama appunto la terra.

croccante crema diplomatica e amarena; 

                              deliziosa e non eccessivamente dolce la pannacotta 

                            al cardamomo su salsa al cioccolato e nocciole caramellate;

tortino caldo di mele annurche in doppia consistenza e crema alle mandorle; per finire una specialità bacolese preparata in occasione delle festività dei Defunti, i Murticielli, si tratta di piccoli croccantini al cioccolato con caffè alla viennese (panna fresca, cioccolato fondente, cannella e cacao in polvere).

Torniamo all’atmosfera e al servizio: si respira aria rilassata con piacevole musica appena in sottofondo,  i tavoli sono quadrati con mise en place nuda secondo la tendenza del momento.

 


Piccolo benvenuto

All’arrivo viene servito un piccolo benvenuto che muta di volta in volta, secondo l’ispirazione dello chef e le materie prime disponibili. In tempo di pandemia vige il sistema di menu e carta vini digitale con QR Code, ma il direttore di sala è sempre disponibile per chiarimenti o per ordinare a voce senza strumenti telematici!

Il servizio è attento ma non invadente, sempre con il sorriso e la sequenza dell’ordinazione viaggia con il giusto intervallo tra le diverse portate, senza particolare fretta o al contrario lentezza. Una menzione particolare va alla carta dei vini che riesce a coprire con grande curiosità il vigneto flegreo e l’intera Campania con etichette per nulla scontate. Ciò vale anche per il resto dello stivale con una forte presenza di vitigni autoctoni. Molto interessanti tutte le bollicine italiane.  La sezione internazionale della carta vede la Francia in pole position, seguita da Germania e Austria. Ho trovato la ricerca di piccole maison francesi di Champagne, bianchi e rossi assolutamente entusiasmante, vien voglia di provarle tutte!

 

Pinot Noir Le Petite Perriere

La mia scelta è caduta su un giovane Pinot Noir, profumato, elegante con piacevolissima beva. Il rapporto prezzo qualità è assolutamente onesto, raro di questi tempi, e invita alla scelta della seconda bottiglia. Originale anche la selezione dei vini dolci, distillati, nonché cocktails. Chiudiamo con il conto: gli antipasti non superano i 12,00 euro, lo stesso vale per i primi; i secondi variano dai 12,00 ai 18,00 euro, salendo un po’ se si sceglie la costata di chianina che pesa 500gr. e quindi divisibile in due porzioni. Strepitoso, considerando la bontà e le materie prime eccellenti, il costo dei dessert che è per tutti di 5,00 euro!

Per chi lo desidera è disponibile un menu degustazione di 4 portate  a 35,00 euro.

Credo che Tommaso, Valentina ed il resto della squadra siano davvero sulla buona strada, sono trascorsi appena cinque mesi dall’apertura, certo, tutto è sempre perfezionabile e va sempre ricercata la crescita senza allontanarsi dai propri ideali, ma devo dire che la partenza è decisamente buona: ho trovato persone gentili, professionali, con i piedi per terra (vale a dire che sanno bene cos’è un conto economico e come calcolare il food cost), ma che, soprattutto, non abbandonano i propri sogni: una cucina moderna che non dimentica la tradizione e clienti felici!

 

HOME Piccola Osteria Alternativa

Via Virgilio 142

80070 Bacoli – Na

Tel. 081 1936 9121

Wup 338 313 26 01

homepoa@libero.it

https://www.facebook.com/homepiccolaosteriaalternativa

@home,poa

Giorno di chiusura Mercoledì

Aperti lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 19,30

Sabato dalle 13,00 alle 16,00 e dalle 19,30

Domenica dalle 13,00 alle 16,00

E’ consigliata la prenotazione

lunedì 18 ottobre 2021

50 Top Italy 2022 - Le migliori 50 Trattorie d'Italia

 

 

Sora Maria e Arcangelo
, storica insegna guidata da Giovanni Milana ad Olevano Romano (RM), si aggiudica il titolo di migliore trattoria d’Italia secondo la guida online 50 Top Italy - I Migliori Ristoranti Italiani 2022. Un network, consultabile gratuitamente, firmato LSDM, Congresso internazionale di cucina d’autore, e Luciano Pignataro Wine&Food Blog.

In seconda posizione, Antica Osteria del Mirasole, il locale di Franco Cimini situato a San Giovanni in Persiceto (BO). In terza, Villa Rosa – La Casa di Lella, di Vico Equense (NA), guidata chef Peppe Guida. A seguire la ligure La Brinca, di Ne (GE), e il Ristorante Al Cambio, di Bologna.

L'Emilia Romagna, con 7 insegne , è la regione più rappresentata dello Stivale; seguono, a quota 5, Campania e Lazio; con 4, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto; con 3, la Toscana; con 2, Liguria, Sicilia e Trentino Alto Adige; con una, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Sardegna e Umbria.

“Le trattorie e le osterie del Bel Paese – sottolineano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, i tre curatori della guida – rappresentano l’autentica anima gastronomica della nazione. Presidi dei territori che compongono la Penisola, trait d'union tra gli agricoltori, gli allevatori, i vignaioli, gli artigiani e tutti gli abitanti e i visitatori di un luogo. Una tradizione dunque che non va affatto abbandonata, ma anzi implementata, modernizzata secondo le nuove esigenze del pubblico e seguendo soprattutto i concetti di sostenibilità ambientale ed economica divenuti ormai elementi imprescindibili anche della ristorazione. Validi esempi di tutto ciò sono senz’altro i nomi presenti nella nostra guida”.

Sicuramente, a mio parere, quello della Trattoria/Osteria  un format tipico e insito nel Dna della ristorazione italiana, deve essere spinto e promosso in quanto tale. Proprio per questa ragione ritengo andrebbe fatta definitivamente chiarezza sulla distinzione fra Trattoria/Osteria e Ristorante. Scorrendo l'elenco noto che sono parecchie ormai le insegne che stanno virando verso la tipologia Ristorante, qualcuna persino strizza l'occhio al Fine Dining e si fregia della Stella Michelin. La clientela media italiana è abituata a legare il concetto di Trattoria/Osteria ad un rapporto qualità/prezzo più contenuto rispetto a quello del ristorante. L'argomento è piuttosto spinoso poichè entrano in gioco anche altri fattori oltre alla qualità delle materie prime e alla bontà della cucina, oggi entrano in gioco anche il servizio di sala, la carta dei vini, la sostenibilità, il rispetto delle esigenze particolari della clientela ( celiachia, vegetariani, vegani, intolleranti a certi alimenti etc.) Quindi formulo a tutti la domanda "qual'è il maggior tratto distintintivo fra Trattoria/Osteria e Ristorante?" Scatenate l'inferno!

Ma quella delle “Trattorie/Osterie” non è l’unica tipologia di locali al vaglio degli ispettori di 50 Top Italy - I Migliori Ristoranti Italiani 2022. Nei giorni scorsi, infatti, sono state rese note le migliori insegne “Low Cost” del Paese, mentre c’è grande attesa per scoprire le classifiche delle categorie “Cucina d’Autore” e “Grandi Ristoranti”. Entrambe verranno rivelate, insieme a diversi premi speciali, nel corso della cerimonia di premiazione condotta da Federico Quaranta, che si svolgerà martedì 26 ottobre alle ore 17.30, in diretta streaming sulle pagine FB di 50 Top Italy, 50 Top Pizza, Luciano Pignataro Wine Blog e Reporter Gourmet, sul profilo IG di 50 Top Italy e sul canale YouTube di 50 Top Pizza - 50 Top Italy.




Nel frattempo, durante la settimana, 50 Top Italy comunicherà, tramite i propri canali web e social, 6 classifiche Spin-Off (da 10 posizioni ciascuna): I Migliori Etnici, Le Migliori Bracerie, I Migliori Format Innovativi, I Migliori Panini, I Migliori Sushi e I Migliori Ristoranti di Pesce.

“Ne verrà fuori – concludono i tre curatori - una vera e propria mappa del mangiare bene in Italia, divisa per tipologia di locale e fascia di prezzo. Una guida pensata per gli italiani e per i turisti che in milioni frequentano il nostro Paese, o che in generale cercano la cucina italiana”.

Partner dell’iniziativa:
Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, D’Amico, Olitalia, S.Pellegrino & Acqua Panna, Latteria Sorrentina, Pastificio dei Campi, Solania, Birrificio Fratelli Perrella, Mulino Caputo.

La classifica completa della categoria Trattorie/Osterie di 50 Top Italy - I Migliori Ristoranti Italiani 2022:
1 Sora Maria e Arcangelo, Olevano Romano (RM), Lazio
2 Antica Osteria del Mirasole, San Giovanni in Persiceto (BO), Emilia-Romagna
3 Villa Rosa – La Casa di Lella, Vico Equense (NA), Campania
4 La Brinca, Ne (GE), Liguria
5 Ristorante Al Cambio, Bologna, Emilia-Romagna
6 L'Osteria della Tana, Asiago (VI), Veneto
7 Trattoria Da Burde, Firenze, Toscana
8 Lo Stuzzichino, Massa Lubrense (NA), Campania
9 Caffè La Crepa, Isola Dovarese (CR), Lombardia
10 Al Convento, Cetara (SA), Campania
11 Trippa, Milano, Lombardia
12 La Piola, Alba (CN), Piemonte
13 Luciano Cucina Italiana, Roma, Lazio
14 Antichi Sapori, Montegrosso di Andria (BT), Puglia
15 Armidda Trattoria Sarda, Abbasanta (OR), Sardegna
16 Armando al Pantheon, Roma, Lazio
17 Da Lucio Trattoria, Rimini, Emilia-Romagna
18 Osteria Ophis, Offida (AP), Marche
19 Trattoria da Amerigo, Savigno (BO), Emilia-Romagna
20 Ristorante Consorzio, Torino, Piemonte
21 Vecchia Marina, Roseto degli Abruzzi (TE), Abruzzo
22 SantoPalato, Roma, Lazio
23 Boivin, Levico Terme (TN), Trentino-Alto Adige
24 Gerani Ristorante, Sant'Antonio Abate (NA), Campania
25 Antica Trattoria del Gallo, Gaggiano (MI), Lombardia
26 I' Ciocio, Suvereto (LI), Toscana
27 Ai Due Platani, Parma, Emilia Romagna
28 Lokanda Devetak 1870, Savogna d'Isonzo (GO), Friuli-Venezia Giulia
29 Antica Trattoria Da Doro, Solagna (VI), Veneto
30 Corona Trattoria, Palermo, Sicilia
31 Taverna Del Cacciatore, Castiglione dei Pepoli (BO), Emilia-Romagna
32 Osteria della Villetta, Palazzolo sull'Oglio (BS), Lombardia
33 Antica Trattoria Ballotta, Torreglia (PD), Veneto
34 Osteria Ca' Dei Giosi, Covelo di Vallelaghi (TN), Trentino-Alto Adige
35 Masseria Barbera, Minervino Murge (BT), Puglia
36 L'Agave Framura, Framura (SP), Liguria
37 Futura Osteria, Monteriggioni (SI), Toscana
38 Taverna Kerkira, Bagnara Calabra (RC), Calabria
39 Osteria La Torre, Cherasco (CN), Piemonte
40 Taverna Centomani, Potenza, Basilicata
41 Trattoria Popolare L'Avvolgibile, Roma, Lazio
42 Abraxas Osteria, Pozzuoli (NA), Campania
43 Il Capanno, Spoleto (PG), Umbria
44 Cibus, Ceglie Messapica (BR), Puglia
45 Ristorante Cacciatori, Cartosio (AL), Piemonte
46 Ristorante Baraonda, Porto Viro (RO), Veneto
47 Trattoria La Grotta Da Concetta, Campobasso, Molise
48 Trattoria Don Ciccio, Bagheria (PA), Sicilia
49 Irina Trattoria, Savigno (BO), Emilia-Romagna
50 Osteria Botteghe Antiche, Putignano (BA), Puglia






venerdì 24 settembre 2021

Matteo Morbini arte e fine dining all’avanguardia a Lucca.

 


 

Matteo Morbini Chef - Martina Bacci di Capaci Art Galerist

Matteo Morbini, classe 1993, esce dal liceo scientifico inizialmente indeciso tra l’intraprendere gli studi di Medicina o Giurisprudenza a Firenze. Nulla di tutto ciò accade: fulminato dalla passione per il mondo della cucina si iscrive ad un corso specialistico dove apprende tecniche di base ed avanzate. Per sostenere le spese si divide tra due lavori: collabora con una macelleria e fa il baby sitter, non proprio un lavoro maschile, ma tutto serve per raggiungere l’obiettivo di diventare cuoco di professione.

Al termine del corso comincia a girare tra ristoranti stellati per approfondire stili e tecniche con l’obiettivo di acquisire una personale identità in cucina; parte da El Molin di Cavalese, in Trentino Alto-Adige, si trasferisce poi a Londra da Alyn Williams e Charles Smith, grazie ai quali si concretizza la sua vera e propria formazione in cucina con incontri prestigiosi: Marcus Wareing e Gordon Ramsay. L’ultima esperienza all’estero prima di ritornare in Italia è in Australia con Peter Gilmore al Quay di Sydney; grazie a loro la passione galoppa: Matteo apprende nuove tecniche e si confronta con nuovi sapori e materie prime.

Da Gordon Ramsay assorbe una formazione culinaria completa e un forte senso di disciplina ai fornelli.Il rigore, l’attenzione alla manipolazione di qualsiasi ingrediente, dal più delicato al più grezzo sono legati a quest’ esperienza. Da Gilmore il giovane chef apprende quella che poi  diviene la sua filosofia in cucina: l’umiltà sempre e dovunque, anche nel mondo del fine dining. Da queste esperienze deriva anche un forte interesse  verso il regno vegetale; la biodiversità stimola la ricerca dell’armonia tra natura e mano dell’uomo, a partire  dalla trasformazione della materia prima,  unitamente con la continua ricerca di tecniche e texture degli ingredienti.

Al ritorno in Italia Matteo dà vita, in pieno lock down, ad un progetto decisamente innovativo: una Galleria d’arte / Ristorante a Lucca, Olio su Tavola,  in collaborazione con la coetanea Martina Bacci di Capaci, classe 1993. L’arte è sempre stata nella sua vita grazie alla galleria d’Arte di famiglia. Laureata in Storia dell’Arte e Management con tesi su Mimmo Paladino, Martina ha girato il mondo  il mondo, prendendo parte alle più grandi fiere italiane e coordinando mostre  che l’hanno messa in contatto con una vasta platea di grazie artisti e critici d’arte.

               Stencil del lanciatore opera esposta nella sala principale della galleria 


 
Olio Su Tavola è quindi un luogo eclettico e creativo, dove arte e cibo s’incontrano e si fondono alla perfezione. Si cena nelle sale della galleria allestite con mostre temporanee di maestri dell’arte e giovani artisti emergenti; qui il giovane chef si propone oltre che nutrire gli ospiti con cose buone, di indurli a riflettere sulle scelte consapevoli che sono dietro a ogni piatto, regalando loro un misto di sapori nuovi o dimenticati. Il menu, in continuo divenire,  propone percorsi di degustazione dove emergono grande attenzione alla stagionalità e all’utilizzo di prodotti locali. La visita da Matteo Morbini regala grande qualità e nuove emozioni generate anche dalle opere della galleria d’arte. “Lucca – racconta Matteo -  è una città molto legata alle tradizioni, non è stato semplice inizialmente proporre una tipologia di cucina diversa come la nostra, ma siamo contenti perché anche i più scettici, quelli abituati a piatti più ordinari, dopo averci conosciuto si lasciano guidare e giocano con noi nella scoperta di nuovi sapori e accostamenti.”

 

Riccio di mare / cipollotto cotto in estratto di faraona / foglie di ostrica / spuma alle alghe


Rombo / salsa acidula alle erbe / rucola / latticello / erbe e fiori delle nostre piane 

        Cipollotto di tropea affumicato / limone fermentato / amchoor / fiori di aglio


Rabarbaro / ribes acetato / pomodoro


I menu degustazione sono quattro, per tutte le tasche e non superano i 70,00 euro: un rapporto qualità decisamente notevole.

3 PORTATE DAI NOSTRI CAVALLI DI BATTAGLIA e un piccolo dolce

-Uovo 64 / spuma di parmigiano / polvere di cipolla bruciata 11,00 eur 

-Melanzana laccata / salsa di cipolla bruciata / oliva / polvere di pomodoro lattofermentato piccante 11,00 eur

-Costina di maiale al miso / rucola / creme fraiche / cetriolo al kimchi 18,00 eur

-Pavlova / crema al cocco / kaffir lime / nocciole 6,00 eur

35,00  eur

DALLA NOSTRA TERRA E NON SOLO

-Carpaccio di Manzo / funghi cardoncelli / salsa teriyaki 14,00  eur

-Uovo 64 / spuma di parmigiano / tartufo 13,00 eur

-Spaghetti alla chitarra al ragù di diaframma / chutney di susine / noce moscata 18,00 eur

Sovracoscia di pollo in retina di maiale / lattuga arrosto / bernese al limone fermentato 19,00 eur

-Mousse di cioccolato / caramello salato al dulce de leche / latte e cereali 6,00 eur

5 portate 50,00 euro

HABITAT MARINO

-Crudo di seppia / aria al tom ka ghai / scalogno marinato / salicornia 15,00 eur

Riccio di mare / cipollotto cotto in estratto di quaglia / foglia di ostrica / spuma alle alghe 14,00 eur

-Pasta in brodo di zuppetta di pesce / olio alle foglie di sedano / nepitella 18,00 eur

-Spiedino di dentice laccato alla teryaki / cipollotto / katsuobushi / lattuga arrosto 20,00 eur

-Pavlova / crema al cocco / nocciole / kaffir lime 6,00 eur

5 portate 55,00 euro

OLTRE IL GUSTO COMUNE

Un esperienza degustativa per chi ama sperimentare nuovi sapori ricchi di contrasti.

Queste portate giocano con gli stimoli sensoriali e le sfaccettature del gusto.

Un' evoluzione di strutturale di sapori che si dirama nelle 7 portate.

7 portate 70,00  euro


E’ possibile anche cenare a la Carte scegliendo le singole portate dai menu degustazione

Olio su Tavola

Via del Battistero 38 – Lucca

+39 0583 491104

info@oliosutavola.com

chiusura: domenica e lunedì

 

 

Francesco Lorusso il giovane talento di Bramea a Palazzo San Gervasio

 

Francesco Lorusso

A Palazzo San Gervasio nel nord . est della Basilicata, all’interno di un antico casato posseduto dalla famiglia nobiliare D’Errico, nasce il ristorante Bramea: un progetto versatile capace di fondere diverse anime. Il nome fiabesco Bramea è quello di una farfalla presente solo in questo territorio.

A guidarlo è lo chef Francesco Lorusso, (recente vincitore della selezione sud Italia del noto format Emergente Chef del giornalista Luigi Cremona e di Lorenza Vitali di Witaly) con Antonio Menchise Direttore di Sala. Entrambi tornati in Basilicata dopo lunghi  giri intorno al mondo. Francesco, classe 1991, vanta un curriculum invidiabile (anche se la passione per la cucina , come leggerete più avanti nasce sin dall’età di 11 anni) che comincia nel 2007 presso un famoso  grand hotel a Lido di Jesolo come commis de cuisine; nel 2008 la prima esperienza all’estero in Svizzera; nel 2009 vola a Londra come chef de partie; l’anno seguente è ancora chef de partie in Lussemburgo; nell’estate 2011 un breve rientro in terra lucana come commis presso una nota pasticceria: l’anno successivo ancora un rientro in Lussemburgo come chef de partie e grand manager con incarichi di grande responsabilità di interfaccia tra cucina e sala e di analisi del food cost; nel 2014 le responsabilità crescono alle isole Grand Cayman, Ritz Carlton, Restaurant Periwinkle con lo Chef Stefano Attardi, Francesco ricopre il ruolo di chef entremetier, responsabile della preparazione dei contorni, quasi sempre con ingredienti vegetali. Un semestre in Norvegia completa ulteriormente la sua preparazione; Francesco è un perfezionista: decide quindi di continuare a viaggiare. Nel 2015 un nuovo rientro in Italia come Chef de Partie Entremetier presso La Terrazza Restaurant, Belmond  di Portofino; l’anno dopo è  Chef de Partie (Saucier) al Vespasia Restaurant  di Palazzo Seneca a Norcia; all’inizio del 2017 un’altra posizione di grande responsabilità e impegno : Chef de partie, Garde Manger, presso Le Petit Restaurant Hotel Bellevue di Cogne; i successivi tre mesi lo impegnano in un prestigioso stage dallo chef Lorenzo Cogo; dalla primavera all’autunno 2017 Francesco ritorna- stavolta come Sous Chef - alla Terrazza Restaurant dell’Hotel Belmond di Portofino; il 2018 è  l’anno francese: in stage a Chamonix con lo chef Pierre Maillet al Le Hameau Albert Premiere; il  lungo tour di Francesco si conclude in grande stile  con il bistellato Chef prodigio Matteo Metullio all’Harry’s Piccolo.

lo chef in cucina 

Ecco il racconto del nostro incontro con  Francesco Lorusso:

“Il mio legame con la cucina nasce quasi per caso come una storia d'amore. All'età di undici anni,  finita la scuola, per il periodo estivo, mio padre decide farmi avvicinare al mondo del lavoro presso un complesso turistico del  mio paese, Palazzo San Gervasio; è così che conosco i fratelli Rocco e Pasquale Latorraca, cuoco e pasticcere: qui nasce il mio amore per la cucina, vederli trasformare le materie prime,  trasformandole in esplosioni di sapori per il palato mi elettrizza. Così decido di iscrivermi all'alberghiero e intanto  giro un po'  per strutture approfittando della pausa estiva. Ancora all'oscuro dell’esistenza di una realtà superiore, ovvero il Fine Dining,  durante una mia esperienza, conosco una coppia friulana Gabriele e Heidi: mi raccontano delle esperienze avute  nei ristoranti stellati (da lì  mi si apre un mondo ) mi parlano di Claudio Melis e del loro lavoro alla Siriola, di quanto fosse dura quella vita, le ore in cucina, la cura del dettaglio, la maniacalità della scelta delle materie prime ... Decido di provare anch'io, per misurare me stesso e le mie capacità... Mi metto in viaggio e  mi fermo presso diversi stellati e fine dining dall'America alla Francia, alla Scandinavia e, naturalmente, in Italia. Tuttavia, durante tutte queste esperienze, pensavo sempre alla mia terra, la  Basilicata,  come se mi mancasse un pezzo.., non ero soddisfatto, volevo tornare ma non sapevo come e cosa fare. Nel 2019 di ritorno da Trieste all'Harry’s Piccolo di Matteo Metullio,  incontro dopo dieci anni Antonio Menchise, amico di scuola e di mille  peripezie. Lui mi racconta l'amore per la sua terra e la voglia di rimanere a qualsiasi costo, decidiamo di pensare a qualcosa insieme.

 Così nasce il nostro angolo di Paradiso "Bramea ": il 10 Agosto 2020 inauguriamo il Ristorante. Andando bene oltre le nostre aspettative, scoprimmo che quello che facevamo alla gente piaceva tanto. Raccontare la Basilicata e gli uomini che la lavorano, con un occhio al resto del mondo. Sicuramente mi è rimasta impressa la Scandinavia, per il loro modo di gestire gli alimenti e comportarsi in base ai cicli di luce che hanno, anche la Francia mi ha influenzato per la magica propensione verso le salse. Oggi prediligo soprattutto i fermentati, la tecnica di disidratare al vento come lo stoccafisso, la stagionatura sotto sale e l’ affumicatura. Dopo aver tanto girato, però, mi sono convinto che l'Italia non ha eguali su tutti i fronti: credere nei piccoli produttori fa la differenza, anche se non è facile stare dietro a tutti Sarebbe molto più facile avere un paio di agenti che riforniscono in tutto e per tutto ... ma non è la nostra missione di vita.”

Da Bramea si possono scegliere diversi menu degustazione dai 40,00 ai 90,00 eur a seconda del numero delle portate. Interessanti anche i percorsi di vino al calice che raccontano con curiosità la Basilicata ma, anche il resto del Belpaese.

Salmerino del Lago Sirino, bernese al rafano e lattuga



Carne salada di podolica, anguria e salsa Unagi 

Bottoni con siero e ricott di Bufala La Marchesa,
il nostro dashi e bianchetti in saor







I  menu degustazione

“Vegetali"

Benvenuto

Fiore elettrico

Cecina, crema d’aglio nero, barbecue di peperoni e indivia riccia

80’s Risotto fragola Candonga, noci pecan e amaro Lucano

Melanzane alla parmigiana e salsa gribiche

Namelaka alla camomilla "Podere Malvarosa" e

amaro Girasole, limone, miele, zenzero e rabarbaro

40,00 eur

"Terra e territorio"

Benvenuto

Fiore elettrico

Carne salada di podolica, anguria e salsa Unagi

Bavette al burro affumicato, crema di armelline e tartare di cavallo

Canguro, fondo al tabacco, sedano rapa e popcorn

Pesca, prosciutto crudo e croccante alle mandorle

50,00 eur

"Mare e Lago"

Benvenuto

Fiore elettrico

Salmerino del lago Sirino, bernese al rafano e lattuga

Bottoni con siero e ricotta di bufala "Azienda La Marchesa”,

il nostro Dashi e bianchetti in saor

Ricciola, assoluto di pomodoro e zucchine

Namelaka alla camomilla "Podere Malvarosa"

e amaro Girasole, limone, miele, zenzero e rabarbaro

50,00 eur

Terra, mare, lago"

Benvenuto

Fiore elettrico

Salmerino del lago Sirino, bernese al rafano e lattuga

Carne salada di podolica, anguria e salsa Unagi

80’s Risotto fragola Candonga, noci pecan e amaro Lucano

Bottoni con siero e ricotta di bufala “Azienda La Marchesa”

il nostro Dashi e bianchetti in saor

Canguro, fondo al tabacco, sedano rapa e popcorn

Namelaka alla camomilla "Podere Malvarosa"

e amaro Girasole, limone, miele, zenzero e rabarbaro

70,00 eur

"Due menti, un percorso"

Otto portate, un percorso guidato che parte dalla nostra terra, la Lucania

e vi condurrà ai sapori della nostra cucina

90,00 eur

"Percorso al calice"

Sud: tre calici

25,00

Da Nord a Sud: cinque calici

40,00 eur

È possibile naturalmente cenare À la Carte scegliendo tra le portate dei menu degustazione

La favola di questi due giovani lucani innamorati della propria terra è solo agli inizi, sentiremo ancora parlare di loro e sarà certo un lieto fine, la farfalla Bramea volerà molto in alto...

 

 

 

Ristorante Bramea

Viale Villa D'Errico, 10

Basilicata, Palazzo San Gervasio (Pz)

bramea20@gmail.com +39 0972209498

Palazzo San Gervasio è una destinazione di nicchia tutta da scoprire ma, non essendo esattamente dietro l’angolo, vi conviene pernottare a

La Torraca C.da Crognale, 85026 Palazzo San Gervasio - Pz

Tel/Fax +39 0972 44 583 - info@complessolatorraca.it