A cura di Giulia Cannada Bartoli
Un intenso, quanto istruttivo, press tour, quello di “Masserie sotto le stelle”, manifestazione organizzata e sostenuta dagli enti e associazioni locali impegnati fortemente nello sviluppo della filiera agro alimentare, attraverso il ritorno alla cultura contadina ed al recupero di dignità del reddito agricolo; la campagna, la sua storia sono gli “utensili” indispensabili per la crescita di un intero territorio,in questo caso il Salento; laddove lo studio e la conoscenza del passato diventano mezzi innovativi per l’incremento dell’occupazione giovanile e di tutto il sistema agricolo delle singole aree interessate.
Questo processo si realizza grazie alle Masserie didattiche, intese come antichi contenitori di attività produttive, ricettive e didattiche. Ogni Masseria è caratterizzata da forti elementi di bio diversità a seconda dei luoghi e delle produzioni. La rete delle Masserie didattiche è composta da circa 100 strutture, sparse sul territorio regionale, messe a sistema con il turismo rurale, nel 2008 con una legge regionale; si tratta della punta di diamante dello sviluppo delle diverse filiere che vivono oggi di sinergie produttive, culturali e di sviluppo, con eccezionali risultati, in tutta la Puglia.
Diario dal Press tour.
Il nostro press tour fa il giro di sei masserie della provincia di Lecce, tutte caratterizzate dalla straordinaria pietra leccese e da un paesaggio che si snoda tra immense distese di ulivi, vigne (siamo nella patria del negro amaro) e muretti a secco, costruiti a mano, ponendo una sull’altra le pietre, a partire dalle più grandi, fino alle più piccole.

Facciamo base nella splendida Masseria Chicco Rizzo a Sternatia, una delle più antiche del Salento, utilizzata nel settecento come posta per i cavalli, oggi, con il recente restauro, è a disposizione di un pubblico sensibile ai temi della natura, delle stagioni, del biologico, del calore umano. La sua posizione è nella Grecìa Salentina, l’isola linguistica del Salento tra Lecce e Otranto, dove ancora oggi si parla il griko, una lingua di origine bizantina. La Masseria è situata tra la splendida campagna mediterranea che separa due dei più interessanti paesi griki, ovvero Martignano e Sternatia, entrambi raggiungibili a piedi. L’interno, come l’esterno si caratterizzano per le peculiari volte a stella in pietra leccese.
La gastronomia salentina a Chicco Rizzo utilizza al meglio i prodotti agricoli, caseari e della zootecnia locale,(pecora, capretto e maiale). L’accoglienza, pur rimanendo nei canoni rurali, offre relax e benessere da ogni punto di vista; nelle camere climatizzate domina il ferro battuto, il legno, e, naturalmente la pietra leccese.
La struttura offre una fantastica prima colazione autoctona, composta di marmellate locali, torte e pasticciotti leccesi, oltre alla colazione contadina con frese da spugnare nell’insalata di pomodori con olio extravergine,prodotto dell’azienda, frutta e succhi locali.

Anche la cena per gli ospiti della Masseria ( 30€/px) è il concentrato delle tipicità della zona: giuncata,(formaggio fresco prodotto da latte vaccino ovino, caprino, misto) pitte (schiacciate al forno o fritte) con verdure, crocchette di patate, melanzane fritte in bianco, assortimento di formaggi di varia stagionatura e ortaggi di stagioni in tutte le salse, pittole fritte impastate con lievito madre.
i primi sono semplici, come i maccaruni fatti a mano con zucchine e fiorilli;
pane di ogni tipo, incluse le “sceblasti”, schiacciate e farcite alle olive;
semifreddo alle more e primi fioroni in chiusura.
Il vino è naturalmente negroamaro, ma, vista la temperatura elevata, lo assaggiamo in versione rosè, con ottima struttura e freschezza, capace di reggere a tutto pasto.
La mattina dopo siamo diretti ad Alessano (noto per l’omonimo vino bianco), quasi all’estremità del Salento, a pochi km da Santa Maria di Leuca. Attraversiamo ancora sterminate distese di olivi secolari, con tronchi somiglianti a vere e proprie sculture.
Ci aspetta la visita alla Bio Masseria Santa Lucia; la masseria è molto antica, alcune parti risalgono ad insediamenti dell’VIII sec. d.c. da parte di monaci basiliani ed è immersa nel parco dell’insediamento rupestre di Macurano, nelle vicinanze di Alessano, piccola perla dell’architettura barocca.
Macurano è un sito archeologico di gran pregio, antico luogo di preghiera e lavoro; la masseria, che sorge sul borgo più alto di Capo di Leuca, è immersa nella selvaggia ed incontaminata macchia mediterranea.
A Santa Lucia si producono: olio extravergine d’oliva, cereali ed ortaggi.
Santa Lucia è inserita nei musei agricoli di Puglia, infatti, sono visibili le testimonianze degli antichi mestieri rurali: stalle, mulino, aia, palmento, silos, cisterne e frantoio ipogeo.
Si coltiva in azienda con metodo biologico l’antica varietà di grano Senatore Cappelli, dal quale si producono frese e taralli, il farro oltre ad un vasto assortimento di ortaggi estivi.

L’ospitalità, sia in sala pranzo, che nelle camere, è spartana, ma dotata di tutti i confort, in alta stagione 150,00 eur a camera con sontuosa prima colazione, da non perdere le perfomance culinarie del proprietario Danilo, che fa miracoli con i prodotti della masseria.
Rientrando verso l’interno a Ruffano, ci aspetta la Fazenda, folto giardino florovivaistico che ospita uno zoo didattico per bambini ed adulti. La Fazenda non ha ospitalità per dormire, ma, offre un ricco assaggio delle specialità salentine, unito a performance di pizzica e taranta e tipiche espressioni d’artigianato locale , in tela e vimini.
Dopo la breve visita a Ruffano, pochi chilometri ci separano da Supersano, sede della Masseria del’500, Le Stanzie, un luogo simbolo della cultura e civiltà salentina.
Nel passato fungevano da punto di riferimento, per la sosta di viaggiatori e pellegrini durante il tragitto da San Michele sul Gargano a Santa Maria di Leuca. Quasi degli “antichi auto –grill” . Si parla di V-VI sec. D.C. grazie ad antiche ceramiche rinvenute in zona e ad un importante percorso viario da Rudiae a Supersano. Oggi la struttura è un vero e proprio museo contadino a cielo aperto, con particolare riferimento alla coltura dell’ulivo, come testimoniano i frantoi ipogei, il più antico dei quali è da ricondurre al periodo d’insediamento dei monaci italo-greci (IX-XIIsec. D.C.).
Presso Le Stanzie è ancora possibile assistere alle fasi della infilatura del tabacco.
La tradizione salentina vantava piantagioni di tabacco molto vaste che davano luogo ad una vera e propria economia di famiglie, un piccolo distretto artigianale. Ogni angolo del paese aveva i “tilaretti” appesi al sole per far seccare le foglie del tabacco. La Masseria vanta anche la produzione dei classici pomodorini invernali, detti “a pennula”.
Un tuffo nell’arte gotica del 1300 nel pomeriggio con una puntata alla magnifica Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, una delle chiese più affrescate d’Europa, purtroppo “occupata” da un matrimonio.
Prima del rientro, sosta all’azienda agricola Lu Pirazzu, il grande albero di pere che troneggia all’ingresso. Qui l’obiettivo del pieno contatto con la natura è particolarmente sentito, coinvolgendo gli ospiti nelle attività della masseria, come la panificazione.
Rientriamo quasi al tramonto a Casa Chicco Rizzo.
La serata è dedicata ai laboratori di musica e canto ed alla degustazione del tipico pasto contadino.
La mattina della domenica ci riserva un tour “impegnativo” a Porto Selvaggio, parco regionale che ricade nel territorio di Nardò ed è stato inserito dal FAI trai i 100 luoghi da salvare nel 2007.
L’ultima tappa del tour è a Veglie, nel cuore del Salento, dove visitiamo Masseria Casa Porcara, sede anche della cooperativa Terradimezzo, eccezionale gruppo di guide specializzate che ha compreso finalmente la parola “sistema” e l’ha messa in pratica.
La masseria sorge su un sito di un antico casale, le prime notizie della struttura risalgono al XV sec., mentre nel 1749 apparteneva al convento dei francescani di Veglie. Nella parte più antica sono stati ricavati alloggi e ristorante, mentre, un altro locale costruito negli anni ’20 è la sede della Masseria Didattica. Casa Porcara ha 50 ettari di terreni dove si lavorano in biologico olio, frutta, grano e ortaggi.
http://www.lucianopignataro.it/a/vacanze-in-salento-le-migliori-quattro-masserie-sotto-le-stelle-e-due-agriturismi-da-non-perdere/45235/
Portiamo con noi il ricordo di oliveti e vigneti a perdita d’occhio; suggestive masserie e delizie per il palato; tuttavia, la sensazione più forte ed emozionante è quella di trovarci in un territorio del Sud che ha saputo mettersi insieme, comprendendo la forza delle sinergie a discapito della politica degli “orticelli”. Si avverte nell’aria una forte voglia di cooperazione, consapevoli che la collaborazione sia l’unico strumento per approcciare il futuro; soprattutto, abbiamo toccato con mano la grande dignità finalmente restituita al reddito agricolo, tutti insieme, giovani e non, per costruire un futuro migliore, con gli unici mezzi possibili: Agricoltura e Accoglienza turistica
Credits
a.angloni@regione.puglia.it
www.masseriesottolestelle.it
www.coopterradimezzo.it
www.masseriachiccorizzo.it
www.casaporcara.it
www.biomasseriasantalucia.it
lestanzie@libero.it
www.lafazendaruffano.com
www.lupirazzu.it
Un intenso, quanto istruttivo, press tour, quello di “Masserie sotto le stelle”, manifestazione organizzata e sostenuta dagli enti e associazioni locali impegnati fortemente nello sviluppo della filiera agro alimentare, attraverso il ritorno alla cultura contadina ed al recupero di dignità del reddito agricolo; la campagna, la sua storia sono gli “utensili” indispensabili per la crescita di un intero territorio,in questo caso il Salento; laddove lo studio e la conoscenza del passato diventano mezzi innovativi per l’incremento dell’occupazione giovanile e di tutto il sistema agricolo delle singole aree interessate.
Questo processo si realizza grazie alle Masserie didattiche, intese come antichi contenitori di attività produttive, ricettive e didattiche. Ogni Masseria è caratterizzata da forti elementi di bio diversità a seconda dei luoghi e delle produzioni. La rete delle Masserie didattiche è composta da circa 100 strutture, sparse sul territorio regionale, messe a sistema con il turismo rurale, nel 2008 con una legge regionale; si tratta della punta di diamante dello sviluppo delle diverse filiere che vivono oggi di sinergie produttive, culturali e di sviluppo, con eccezionali risultati, in tutta la Puglia.
Diario dal Press tour.
Il nostro press tour fa il giro di sei masserie della provincia di Lecce, tutte caratterizzate dalla straordinaria pietra leccese e da un paesaggio che si snoda tra immense distese di ulivi, vigne (siamo nella patria del negro amaro) e muretti a secco, costruiti a mano, ponendo una sull’altra le pietre, a partire dalle più grandi, fino alle più piccole.

tipica costruzione rurale salentina, " 'U bagghiaru" costruita pietra su pietra come i muretti a secco
La gastronomia salentina a Chicco Rizzo utilizza al meglio i prodotti agricoli, caseari e della zootecnia locale,(pecora, capretto e maiale). L’accoglienza, pur rimanendo nei canoni rurali, offre relax e benessere da ogni punto di vista; nelle camere climatizzate domina il ferro battuto, il legno, e, naturalmente la pietra leccese.
La struttura offre una fantastica prima colazione autoctona, composta di marmellate locali, torte e pasticciotti leccesi, oltre alla colazione contadina con frese da spugnare nell’insalata di pomodori con olio extravergine,prodotto dell’azienda, frutta e succhi locali.

colazione salata con frese spugnate in acqua, olio e pomodoro, accompagnate da freschissima giuncata
i primi sono semplici, come i maccaruni fatti a mano con zucchine e fiorilli;
pane di ogni tipo, incluse le “sceblasti”, schiacciate e farcite alle olive;
semifreddo alle more e primi fioroni in chiusura.
Il vino è naturalmente negroamaro, ma, vista la temperatura elevata, lo assaggiamo in versione rosè, con ottima struttura e freschezza, capace di reggere a tutto pasto.
La mattina dopo siamo diretti ad Alessano (noto per l’omonimo vino bianco), quasi all’estremità del Salento, a pochi km da Santa Maria di Leuca. Attraversiamo ancora sterminate distese di olivi secolari, con tronchi somiglianti a vere e proprie sculture.
Ci aspetta la visita alla Bio Masseria Santa Lucia; la masseria è molto antica, alcune parti risalgono ad insediamenti dell’VIII sec. d.c. da parte di monaci basiliani ed è immersa nel parco dell’insediamento rupestre di Macurano, nelle vicinanze di Alessano, piccola perla dell’architettura barocca.
Macurano è un sito archeologico di gran pregio, antico luogo di preghiera e lavoro; la masseria, che sorge sul borgo più alto di Capo di Leuca, è immersa nella selvaggia ed incontaminata macchia mediterranea.
A Santa Lucia si producono: olio extravergine d’oliva, cereali ed ortaggi.
Santa Lucia è inserita nei musei agricoli di Puglia, infatti, sono visibili le testimonianze degli antichi mestieri rurali: stalle, mulino, aia, palmento, silos, cisterne e frantoio ipogeo.
Si coltiva in azienda con metodo biologico l’antica varietà di grano Senatore Cappelli, dal quale si producono frese e taralli, il farro oltre ad un vasto assortimento di ortaggi estivi.

i prodotti in vendita, tra i quali, frese e taralli lavorati con grano della varietà Senatore Cappelli
Rientrando verso l’interno a Ruffano, ci aspetta la Fazenda, folto giardino florovivaistico che ospita uno zoo didattico per bambini ed adulti. La Fazenda non ha ospitalità per dormire, ma, offre un ricco assaggio delle specialità salentine, unito a performance di pizzica e taranta e tipiche espressioni d’artigianato locale , in tela e vimini.
Dopo la breve visita a Ruffano, pochi chilometri ci separano da Supersano, sede della Masseria del’500, Le Stanzie, un luogo simbolo della cultura e civiltà salentina.
Nel passato fungevano da punto di riferimento, per la sosta di viaggiatori e pellegrini durante il tragitto da San Michele sul Gargano a Santa Maria di Leuca. Quasi degli “antichi auto –grill” . Si parla di V-VI sec. D.C. grazie ad antiche ceramiche rinvenute in zona e ad un importante percorso viario da Rudiae a Supersano. Oggi la struttura è un vero e proprio museo contadino a cielo aperto, con particolare riferimento alla coltura dell’ulivo, come testimoniano i frantoi ipogei, il più antico dei quali è da ricondurre al periodo d’insediamento dei monaci italo-greci (IX-XIIsec. D.C.).
Presso Le Stanzie è ancora possibile assistere alle fasi della infilatura del tabacco.
La tradizione salentina vantava piantagioni di tabacco molto vaste che davano luogo ad una vera e propria economia di famiglie, un piccolo distretto artigianale. Ogni angolo del paese aveva i “tilaretti” appesi al sole per far seccare le foglie del tabacco. La Masseria vanta anche la produzione dei classici pomodorini invernali, detti “a pennula”.
Un tuffo nell’arte gotica del 1300 nel pomeriggio con una puntata alla magnifica Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, una delle chiese più affrescate d’Europa, purtroppo “occupata” da un matrimonio.
Prima del rientro, sosta all’azienda agricola Lu Pirazzu, il grande albero di pere che troneggia all’ingresso. Qui l’obiettivo del pieno contatto con la natura è particolarmente sentito, coinvolgendo gli ospiti nelle attività della masseria, come la panificazione.
Rientriamo quasi al tramonto a Casa Chicco Rizzo.
La serata è dedicata ai laboratori di musica e canto ed alla degustazione del tipico pasto contadino.
La mattina della domenica ci riserva un tour “impegnativo” a Porto Selvaggio, parco regionale che ricade nel territorio di Nardò ed è stato inserito dal FAI trai i 100 luoghi da salvare nel 2007.
L’ultima tappa del tour è a Veglie, nel cuore del Salento, dove visitiamo Masseria Casa Porcara, sede anche della cooperativa Terradimezzo, eccezionale gruppo di guide specializzate che ha compreso finalmente la parola “sistema” e l’ha messa in pratica.
La masseria sorge su un sito di un antico casale, le prime notizie della struttura risalgono al XV sec., mentre nel 1749 apparteneva al convento dei francescani di Veglie. Nella parte più antica sono stati ricavati alloggi e ristorante, mentre, un altro locale costruito negli anni ’20 è la sede della Masseria Didattica. Casa Porcara ha 50 ettari di terreni dove si lavorano in biologico olio, frutta, grano e ortaggi.

è tempo di andare...
Credits
a.angloni@regione.puglia.it
www.masseriesottolestelle.it
www.coopterradimezzo.it
www.masseriachiccorizzo.it
www.casaporcara.it
www.biomasseriasantalucia.it
lestanzie@libero.it
www.lafazendaruffano.com
www.lupirazzu.it
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