giovedì 26 settembre 2019

The Best Chef Awards 2019. La classifica social ideata dall'italiano Cristian Gadau.Stravince la Spagna. I piazzamenti italiani.



al centro il vincitore lo svedese Bjorn Frantzen
Ecco i risultati della terza edizione di The Best Chef Award, il progetto nasce dalla testa di un giovane italiano di origine sarda Cristian Gadau.  Si tratta di un format pensato per il mondo  social, dove condivisioni e visualizzazioni sono lo strumento principale  per dare vita a una rete mondiale di chef, che si consolida online per affermare la propria valenza. Nasce così l'ambizione di dar vita a qualcosa di concreto sulle orme delle classifiche internazionali già note, creando un prestigioso appuntamento annuale con il sapore dell grandi kermesse, con tanto di red carpet per gli chef premiati. L'evento è stato concepito come itinerante e la scelta per l'edizione 2019 è caduta su Barcellona, una delle capitali mondiali più interessanti per l'alta cucina.   La  classifica raggruppa chef da 24 paesi e conta qurest'anno 15 nuovi ingressi nel prestigioso gruppo dei 100.  Dopo una prima selezione da parte dell'organizzazione che è sempre alla ricerca di nuovi nomi,  parte la votazione dei cuochi direttamente coinvolti; sono proprio  loro infatti ad esprimere  i propri voti per i colleghi.  Il voto - tratto distintivo del premio -  va allo chef come persona e non al ristorante.  L’ultima fase del voto  vede protagonista il mondo dei foodlovers interpellati per determinare la classifica definitiva dal primo al centesimo posto.  L'edizione di Barcellona  conferma senz'altro, in ambito europeo, la riaffermata supremazia dell'alta ristorazione spagnola. 
il top della classifica 
La classifica Tra i primi cinque, tre sono spagnoli: Joan Roca – che perde il primato a favore  dello svedese Bjorn Frantzen – David Munoz (terzo) e il trio catalano di Disfrutar, in grande crescita al quinto posto. Mauro Colagreco del Mirazur, il primo dei 50's Best, si piazza solo settimo.  
I piazzamenti italiani    Dodici i cuochi italiani , in testa Massimo Bottura (13°) a seguire Niko Romito (20°), Enrico Crippa (22°), Norbert Niederkofler (28°), Massimiliano Alajmo (41°), Davide Oldani (45°), Christian Puglisi (68°), Mauro Uliassi (70°), Antonio Guida (79°), Andrea Aprea (82°), Floriano Pellegrino (97°) ed Enrico Bartolini entrato all'ultimo posto. 

martedì 24 settembre 2019

Roma presentato il programma di Merano Wine Festival 2019 dal 9 all' 11 novembre




L’edizione 2019 della manifestazione meranese è dedicata ai 500 anni di Leonardo Da Vinci e punta sulle novità del Fuorisalone e sull‘approfondimento di temi quali la sostenibilità, l‘innovazione e il vino al femminile.
 
 
Presentato il programma della 28° edizione di Merano WineFestival. Tra le novità di quest’anno il convegno sull’innovazione, in collaborazione con la piattaforma H-Farm, e una tavola rotonda sul modello Giappone nel mondo “rosa” del vino. La città di Merano diventa ancora più protagonista con speciali spazi Fuorisalone e serate in cui provare dei percorsi a tema mixology all’interno dei cocktail bar di Merano. Nello scenario dell’Acquario Romano, Helmuth Köcher ha spiegato come si svolgerà questa inedita edizione ricca di novità.Con lui, moderati dal caposervizio del TG2 Umberto GambinoLuigi Cremona partner per Emergente Sala, il giornalista Dante Del Vecchio per i vini di eccellenza e i prodotti agroalimentari della Campania, e Stefano Pesce di les Collectionneurs partner della manifestazione e presente all’anteprima di Roma con gli show-cooking dei suoi chef Andrea Besana, Alberto Sparacino, Antonio Ziantoni e Iside de Cesare. Il programma di Merano WineFestival si snoderà in cinque giornate di emozioni, contenuti, scambio di opinioni e nuove idee, all’insegna di quanto di meglio il nostro paese ha da offrire in ambino enogastronomico.

Slow Wine 2020 il 12 ottobre a Montecatini. La presentazione dei curatori per il decimo anniversario



Giancarlo Gariglio E Fabio Giavedoni raccontano i 10 anni di Slow Wine. Grande degustazione il 12 ottobre a Montecatini 
""Dieci anni per una guida dei vini rappresentano un bel traguardo, soprattutto in un mondo che, specie sui social network, da almeno un paio di lustri celebra il funerale del cartaceo. E invece siamo ancora in vita, più in forma che mai, persino un po’ spavaldi. Nella prefazione della nostra prima edizione, Carlo Petrini e Gigi Piumatti scrivevano: «arriviamo a Slow Wine dopo tre, quasi quattro edizioni di Terra Madre, con la costruzione di una rete che ha portato molto in avanti il pensiero e l’azione di Slow Food rispetto al 1987… e da queste esperienze è nata una guida che al proprio centro non ha solo la bontà dei vini, ma che parla di chi li realizza e di come vengono prodotti, di vigneti e di suoli, di naturalità e di agronomia, di vitigni e di metodi di coltivazione, di un futuro sostenibile».
In effetti, l’idea di partenza era molto semplice, spostare l’oggetto della fotografia del vino italiano dal bicchiere roteante sotto il naso di degustatori seriali, ai luoghi e alle persone che contribuiscono ogni giorno a farci arrivare sul tavolo le benedette bottiglie che noi tanto amiamo. Perché se non si conoscono loro, i loro sforzi, i loro traguardi, la loro volontà di modificare il singolo gesto quotidiano per cambiare il mondo della viticoltura, allora ha poco senso bere vino.
Perché a quel punto il vino si trasforma in un’anonima bevanda, succo d’uva fermentato che può regalarci un momento di ebrezza, ma nulla di più. Il vino è altro. È prodotto della terra, legato in modo intrinseco a mamma uva, addirittura al luogo in cui affondano le radici di ogni singola vite, alle persone che si prendono cura delle piante, al modo di interagire dell’uomo con il suo ambiente e, infine, alla maestria e alla sensibilità nel trasformare l’acino in mosto e poi in vino. Ogni singolo passaggio, ogni gesto, ogni scelta presa o non presa modifica e stravolge il risultato nel bicchiere. Per cui che senso avrebbe concentrarsi solo sul calice nel raccontare questo universo? Sarebbe come leggere un romanzo partendo dall’ultima pagina: perderemmo tutto il gusto della conoscenza, dell’incontro con mondi che talvolta solo immaginiamo e che vorremmo tanto visitare.
Riprendendo in mano la guida edizione dopo edizione, scheda dopo scheda, dopo quasi 20.000 recensioni e altrettante visite in cantina ci percorre un brivido lungo la schiena, perché la fotografia scattata nel 2010 e quella del 2019 sono così diverse che stentiamo a metterle a fuoco. Non perché siano cambiati i protagonisti delle nostre storie (molti sono ancora felicemente al loro posto), ma perché è mutato l’approccio sia degli appassionati, sia dei vignaioli.

Roma AcquaCircus: 2 ottobre 2019 Al via la seconda edizione del ciclo di eventi firmato Acquolina


Daniele Lippi Resident Chef Acquolina Roma

Il ristorante romano 1 stella Michelin ospiterà da ottobre a marzo 2020  una serie di appuntamenti dove i grandi del panorama gastronomico italiano insieme con il resident chef Daniele Lippi interpreteranno il Mediterraneo, attraverso temi come la sostenibilità, la cucina circolare, gli influssi culturali, senza tralasciare la componente del gioco e del divertimento, cifra stilistica distintiva della cucina di Lippi, che dal suo insediamento a capo della brigata di Acquolina lo scorso giugno, porta in tavola fantasia e curiosità, con un grande lavoro di ricerca e sperimentazione sulle materie prime e i sapori mediterranei. Si parte il 2 ottobre da Acquolina, all’interno dell’hotel The First Roma Arte, nel cuore della capitale.
Gli appuntamenti della kermesse terranno viva la capitale fino a marzo, con nomi come Nino Rossi - chef calabrese del Quafiz -, Caterina Ceraudo del Dattilo di Strongoli, Giancarlo Morelli del Pomireau. E poi ancora Tomaz Kavcic del ristorante Pri Lojzetu, per uno sguardo fuori dall’Italia. Chicco Cerea, del ristorante Da Vittorio, che oltre a una serata dove insieme con la  sua brigata, porterà in tavola i grandi classici del suo ristorante in formato finger, firmerà anche uno speciale Afternoon Tea da Velo, con una selezione di pasticceria d’autore.
Non un unico format: cene-evento, cocktail nights, signature afternoon tea, degustazioni di alta pasticceria, feste e convivi… dove chef, barman, pizzaioli, pasticceri si cimenteranno attraverso le loro creazioni in una mappatura del Mediterraneo, interpretandone e proponendone diversità e influenze, simbolo di quella ricchezza che da sempre ha avvicinato e unito persone, popoli, tradizioni e culture. Diversi anche i locali che ospiteranno gli eventi: da Acquolina ristorante, passando per Acquaroof Terrazza Molinari - la scenografica terrazza all’ultimo piano dell’Hotel - fino a Velo, il nuovo laboratorio di fine-patisserie all’interno della sister property The First Roma Dolce, affacciata su Via Del Corso. Non mancheranno anche incursioni dello chef Lippi in cucine fuori dall’Italia. Spazio alla creatività, fil rouge di tutta la manifestazione, anche per quanto riguarda la mise en place e il design: protagonista di tutte le serate a quattro mani anche il designer e artigiano siciliano Peppino Lopez, che per ogni cena creerà dei piatti d’artista firmati dove verranno servite le portate degli chef, che si divertiranno a disegnare i piatti insieme con l’artista. La serata di esordio  sarà una divertente session dedicata alla Pizza, regina della cucina mediterranea, da Acquaroof Terrazza Molinari. Tre pizzaioli senza bisogno di presentazioni - Simone Padoan, Diego Vitagliano e Isabella De Cham - celebreranno con le loro creazioni, uno dei simboli della cucina italiana insieme con  Daniele Lippi, che proporrà la sua speciale rappresentazione della pizza, con l’inconfondibile stile mai banale.

lunedì 23 settembre 2019

Guida Pizzerie d’Italia 2020 del Gambero Rosso. Tutti i premi







4 CATEGORIE - NAPOLETANA, ITALIANA, A DEGUSTAZIONE, AL TAGLIO – PIÙ DI 700 INDIRIZZI PER RACCONTARE IL  MONDO DELLE PIZZA ITALIANA. 

Ecco la nuova classifica  2020 dei migliori pizzaioli italiani: è stata presentata al Circolo Canottieri di Napoli la guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso. Una fotografia della pizzeria contemporanea del nostro paese, con le sue tante varianti , le tendenze consolidate e le novità , le scoperte, i giovani che avanzano a spron battuto e i grandi maestri che ancora fanno scuola. Il comparto è in decisa crescita, 710 indirizzi  oltre un' interessante appendice di circa sessanta tra le migliori pizzerie italiane nel mondo. Sono sempre di più i pizzaioli che si dotano di un serio staff addetto alla comunicazione digitale, al mondo dei social media, e al marketing: è ormai finita l'epoca del fai da te; è fondamentale riuscire a comprendere la differenza tra chi vende (anche bene) "aria fritta" e chi, invece, lavora duramente per comunicare seriamente la qualità e la quantità del lavoro che si nascondono dietro una buona e semplice pizza, come ad esempio, la Marinara o la Margherita. Gli  ispettori hanno preteso attendibilità e autenticità, partendo dalla carta e della corrispondenza con quanto arriva al tavolo, con particolare attenzione all'origine e alla qualità  degli ingredienti. I premi sono andati a chi ha rispettato questi criteri sul campo, in pizzeria ogni giorno. In testa alla classifica  si confermano quei maestri che la storia della pizza italiana hanno cominciato a tracciarla oltre un decennio fa e che, senza se e senza ma, vanno avanti a testa alta in nome del duro lavoro e del mantenimento di altissimi livelli di qualità. 96/100 a Franco Pepe (Pepe In Grani, Caiazzo) e Simone Padoan (I Tigli, San Bonifacio); 95/100 a Gabriele Bonci (Pizzarium, Roma), 94/100 a Renato Bosco (Renato Bosco Pizzeria, San Martino Buon Albergo), Massimiliano Prete (GustoDivino, Saluzzo), Enzo Coccia (La Notizia, Napoli), Massimo Giovannini (Apogeo Giovannini, Pietrasanta). Sono dieci i nuovi Tre Spicchi che vanno ad ampliare il ventaglio  dei migliori pizzaioli d’Italia.

domenica 3 giugno 2018

3 giugno, Napoli Pizza Village: al via il mondiale del Pizzaiolo



Seicento piazzaioli da tutto il mondo in gara, sino a mercoledì, per nove titoli iridati.

– Primo bilancio positivo per il weekend di apertura del Napoli Pizza Village, che ha registrato anche le visite istituzionali del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e del presidente della Regione Campania,  Vincenzo De Luca, con numerose presenze di stranieri, che hanno affollato le pizzerie già dalle 18,00. 
“Il bel tempo ci ha sicuramente favorito consentendo l’arrivo di molti turisti che dalle isole e dalla Costiera sono venuti a visitare la manifestazione - afferma uno degli organizzatori, Claudio Sebillo -, ma l’acquisto di biglietti online registrati per i prossimi giorni indica che il flusso di visitatori da fuori regione è ormai confermato. Ad ottobre esporteremo il format a New York, in occasione del Columbus Day e poi, chissà...  anche un’edizione a Milano in autunno”.

Parte lunedì, per tre giorni, al Napoli Pizza Village la 17ma edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo - Trofeo Caputo che vedrà la partecipazione di oltre 600 pizzaioli, provenienti da 40 Paesi, che si sfideranno nelle 9 categorie di gara inclusa quella riservata alla pizza fritta, alla pizza acrobatica e di velocità. Sempre il giorno 4, in area ospitalità alla Rotonda Diaz (ore 18), si svolgerà il convegno dal titolo "Pizza e Mandolino: da stereotipo ad archetipo del buon vivere" promosso da #pizzaUnesco

venerdì 1 giugno 2018

Salerno, Buonissimi 2018, l'8 giugno la conferenza stampa





Seconda ed attesissima edizione per Buonissimi, evento di beneficienza promosso dall'Associazione Open Onlus con il sostegno della Fondazione Giuseppe Marinelli e della Fondazione Pino Daniele Trust Onlus. 
L'appuntamento è per il 18 giugno prossimo, a partire dalle ore 20:30, presso le Rocce Rosse del Lloyd's Baia Hotel a Vietri sul mare (SA).
Con la raccolta si continuerà a sostenere il progetto di ricerca triennale denominato:“La Biopsia Liquida per la cura dei bambini con tumore”.  
Una festa in nome della vita che nasce da un gruppo di volontari e che cresce grazie alla partecipazione di oltre 100 artigiani del gusto, i quali allieteranno l'evento con creazioni culinarie esclusive, ma anche da artisti e musicisti di grande levatura.  
La conferenza stampa si terrà venerdì 8 giugno, alle ore 12, presso la Sala Gonfalone del Palazzo di Città a Salerno.

3 -5 Giugno Festa a Vico 2018 si fa bella per la cena con tante Stelle...ma le Donne?



Come una notte di San Lorenzo anticipata, pioveranno stelle (della cucina italiana e internazionale) lunedì sera per la serata di gala della sedicesima edizione di Festa a Vico. La kermesse organizzata da Gennarino Esposito, chef due stelle Michelin della Torre del Saracino di Seiano, scatterà domenica con la "Repubblica del Cibo" e la novità dei "Professori all'Università", poi lunedì  - dopo l'apertura di "soSTAnza" - vivrà la sua notte più attesa con la consueta "Cena delle Stelle", che anche quest'anno si svolgerà a Pizza a Metro, un vero e proprio simbolo della ristorazione locale. 
DULCIS IN FUNDO 
Come avvenuto già lo scorso anno, lo storico locale vicano cambierà la sua immagine per contribuire a rendere indimenticabile la serata degli ospiti che hanno effettuato la loro donazione (280 euro) alle quattro Onlus amiche della Festa. Al resto, logicamente, penseranno gli chef pluristellati che hanno risposto in maniera entusiasta all'invito di Gennaro Esposito anche per contribuire alle finalità benefiche della Festa (lo scorso anno soltanto con la Cena delle Stelle sono stati raccolti oltre 50.000 euro). Dall'aperitivo al dolce si prospetta una serata all'insegna delle prelibatezze, che si chiuderà con le creazioni dei maestri pasticcieri dell'AMPI che arriveranno da tutt'Italia per questo evento che segna l'inizio dell'estate in costiera sorrentina. 

mercoledì 30 maggio 2018

4 giugno Torino, Con La Terra e con Le Mani.Dialogo tra Carlo Petrini e Enrico Crippa


da sx lo chef Enrico Crippa e il Presidente Slow Food Carlo Petrini

La cucina è un patrimonio di saperi preziosi che hanno a che fare con la terra e con le mani, da far crescere e prosperare, da raccontare e tramandare. Un dialogo su tradizioni e scenari futuri del cibo tra lo chef 3 stelle Michelin Enrico Crippa e Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food, associazione che valorizza il cibo buono, pulito e giusto. Modera l’antropologa Elisabetta Moro.

mercoledì 31 gennaio 2018

Bari dal 5 all'11 giugno torna la tredicesima edizione di Radici del Sud, il programma e gli chefs


Torna in giugno la settimana dedicata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni del Sud Italia: concorso, incontri BtoB con buyer ed esperti, banco d'assaggio e grande festa finale
Dal 5 all'11 giugno  ritorna Radici del Sud, alla sua tredicesima edizione, il multi evento dedicato ai prodotti da vitigno autoctono e agli oli extravergini del Mezzogiorno d'Italia.
Sette giorni durante i quali i produttori di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia presenteranno i loro vini agli importatori, provenienti da Cina, Olanda, Regno Unito, USA, Canada, Danimarca, Polonia, Corea del Sud, Svezia, Svizzera, Austria e Belgio; oltre che alla stampa italiana ed internazionale, al consumatore finale con una serie di appuntamenti. Completano il programma: incontri BtoB, wine tour, concorsi e degustazioni.