martedì 7 luglio 2009

6 Luglio, Rosaria Fiorillo vince le Viniadi a L'Arcante di Pozzuoli (Na)



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Bella la giornata di ieri 6 Luglio, l'Enoteca Italiana di Siena era di scena a Pozzuoli per la sessione flegrea delle selezioni per il campionato nazionale per degustatori non professionisti - Viniadi 2009 - evento che abbiamo organizzato presso il Ristorante Il Rudere che ci ha generosamente ospitato per le prove di degustazioni. Il confronto è come sempre un gioco di piacere sul riconoscimento di 6 vini e qualche domanda abbastanza semplice a completare una prova divertente e coinvolgente che ha visto grande entusiasmo di partecipazione in chi è intervenuto. Alla fine, ha vinto Rosaria Fiorillo, napoletana doc, flegrea di adozione che con caparbietà unica ha mostrato tutto il suo talento e tutta la sua passione per il vino ed il suo mondo riconosendo in particolare al primo colpo un vino nuovo, poco comune da ricordare tra i tradizionali campani, il Pallagrello bianco Fontanavigna di Terre del Principe. Rosaria è presente qui su Vinix, per cui un augurio da parte di tutti noi gli è quantomeno dovuto. Un brindisi per la vincitrice delle selezioni flegree delle Viniadi 2009. Appuntamento alle semifinali nazionali che si terranno nel prossimo autunno, e che sia proprio una di noi a godersi i preziosi premi riconosciuti dal concorso! (A.D.)
E’ una donna, Rosaria Fiorillo, 36 anni, impiegata di Pozzuoli (Napoli), la vincitrice della seconda sfida regionale delle “Viniadi” in Campania, che si è svolta questa sera (ore 18.30) presso l’Enoteca “L’Arcante” di Pozzuoli. Si è trattato della sedicesima gara del Campionato Nazionale Degustatori non Professionisti, organizzato da Enoteca Italiana (Siena) e dal Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, nell’ambito del progetto “Vino e Giovani”, che mira con iniziative nelle università, in collaborazione con le Regioni, a sensibilizzare le nuove generazioni ad un consumo consapevole e moderato di questa bevanda. La campionessa della tappa di Pozzuoli, assieme a Michael Latorella, 21 anni e Maurizio Esposito, 38 anni, i due concorrenti che si sono aggiudicati la gara di domenica al Castello di Taurasi (Avellino), accede alle semifinali, previste in autunno. Degne di un’olimpiade, le “Viniadi” consistono in un torneo di degustazioni “alla cieca”, aperte ai maggiorenni, senza limite di età, a esclusione di quanti si occupano professionalmente del vino. Prevedono eliminatorie, semifinali e finalissima: in palio per i vincitori ci sono premi particolari, tra i quali l’usufrutto di filari di vino e vacanze in fattoria.I concorrenti di Pozzuoli si sono trovati di fronte sei bottiglie chiuse dentro sacchetti neri, che ne celano etichette, forme e colore; hanno dovuto individuare i vitigni dei primi tre vini (Pallagrello Fontanavigna di Terre del Principe, Barbera del Sannio Armonico di Anna Bosco, Merlot di Silvio Nardi) e poi la regione di provenienza di altri tre nettari (l'Irpinia Aglianico cinque querce di Molettieri - Campania, il Muller Thurgau di Elena Walch - Alto Adige, il giovane Nebbiolo di Ca' Bianca - Piemonte). Inoltre hanno dovuto rispondere a tre domande di cultura enologica generale.A valutare le capacità di questi particolari “atleti” del vino, in occasione della sedicesima gara delle “Viniadi”, giunte alla terza edizione, è stata una giuria composta da Manuela Piancastelli (giornalista e scrittrice eno-gastronomica, Rosario Mattera (vicepresidente Strade del Vino dei Campi Flegrei), Angelo Di Costanzo ( Primo Sommelier della Campania 2008), Michela Guadagno (Sommelier Ais), Fausto Virgilio (Vice Presidente Enoteca Italiana - Siena).Venerdì 10 luglio, la diciassettesima gara delle “Viniadi” si svolgerà in Sardegna presso l’Università di Olbia alle ore 18.00. - Ufficio Stampa Enoteca Italiana di Siena -

A cena con l’Enologo, in degustazione il Maurizio de SimoneStyle


9 Luglio 2009 ABRAXAS OSTERIA


A cena con l’Enologo, in degustazione il Maurizio de Simone* Style

Metti una sera di mezza estate…
Abraxas Osteria e Officine Gourmet raccontano di un viaggio enogastronomico di ritorno alle origini. L’enologo Maurizio de Simone comunica i suoi vini definiti “estremi” per luoghi, uomini e tradizioni. In degustazione le perle dell’archeo - enologo che lavora sul passato per costruire l’enologia del futuro sperimentando antiche tecniche in diverse regioni d’Italia.

L’Osteria Abraxas ha recentemente ricevuto il riconoscimento della guida «Gambero Rosso Low Cost» 2009 che raccoglie oltre mille indirizzi fra ristoranti, trattorie, pizzerie, locali etnici, per mangiare spendendo entro i 30 euro. A Nando Salemme, Patron dell’ Osteria di Pozzuoli, uno dei locali più "guidati" della Campania,è andato il premio come miglior WineBar, l’attività che ha segnato le origini del locale prima della trasformazione nell’odierna osteria..(Gambero Rosso Low Cost, 304 pagine a 9,90 euro).
La Storia di Maurizio de Simone
Maurizio nasce a Napoli il 12 settembre 1963 e già da ragazzo sente il disagio di vivere in una caotica metropoli. Il fascino della realtà agricola gli è trasmesso da nonno Vitale, e papà Carmine per mezzo della loro profonda amicizia con Compare Giuseppe e Comare Teresa, vecchi contadini di Sessa Aurunca.
Al diploma di perito agrario si affianca una specializzazione in tecnico dell’alimentazione di bestiame di grosso taglio che lo porta a Matelica (AN).
. L’incontro con la viticoltura ne segna il percorso professionale, al punto che il complesso campo d’applicazione delle tecniche enologiche e viticole concretizzano la sua filosofia di vita che è, esprimere con un vino sia la personalità di chi lo produce sia il territorio d’origine. Maurizio cresce tecnicamente, professionalmente e soprattutto comincia a capire che il vino è un elemento vivo e vitale che è testimonianza dell’uomo da sempre e che il mercato che ricerca prodotti globalizzati e di facile consumo ne sta espropriando l’essenza.
Comincia così la personale battaglia di recupero di vitigni quasi scomparsi. La riscoperta di antiche metodologie, l’adattamento di esse alla moderna tecnica di vinificazione, rendono possibile la produzione di vini assolutamente unici, che riscontrano il favore di operatori del settore.
Oggi quel ragazzo che sognava una vita agreste, è un uomo che dedica la sua vita alla ricerca storica, recupero di zone viticole un tempo di primaria importanza e oggi ridotte a poco più di attività hobbistiche, che però conservano in se tutta la tradizione e poesia di un popolo. Così nascono vini come il Lentisco, bianco del sud pontino fatto di uva Bellone e vinificato in botti di castagno da 300 lt, oppure il Grecomusc’ bianco di Taurasi quasi completamente estinto che i contadini della zona hanno conservato, lasciando pochi ceppi per consumo familiare. Come il Cesanese di Olevano Romano, prodotto con le conocchie, antico sistema di allevamento ridotto a pochissimi ettari per gli eccessivi costi di gestione. L’Asprinio di Aversa prodotto con le Alberate, sistema di allevamento della vite maritata al pioppo con festoni di uva alti fino a 20 metri di viti di oltre 300 anni. Recupero di vecchi vigneti di oltre 80 anni di sangiovese a Montalcino, in totale controtendenza con la produzione di Brunello, oppure il recupero di vigneti a Punta Fieno di Ponza che si raggiungono con mulattiere e dove la vinificazione avviene ancora con l’antico sistema della Pietra Torcia, e il trasporto delle bottiglie viene fatto con muli, inoltre Maurizio non ha mai abbandonato l’attività di insegnamento presso gli istituti alberghieri per la formazione di operatori del settore turistico.

IL MENU’

Antipasti
Insalata di patate, ortaggi grigliati, rucola,
scarola riccia, olive e cipollina fresca
*
Bignè ripieni di ricotta e peperoncini verdi
*
Marinata di marchigiana con misticanza di verdure dell’orto
e olio profumato ai limoni di Amalfi
*
Stracciata di melanzane
*
I Primi
Sedanini di Gragnano con pesto di rucola, fagiolini, patate
e provolone del monaco fresco
*
Gnocchi di melanzane con la sua crema,
pomodori secchi e mozzarella di bufala campana
*
Il Secondo
Involtino di carne marchigiana con pomodori,
peperoncini verdi e cacioricotta del Cilento
*
Il Dessert
Sfogliata di di mandorle amare di Avola

I vini


LAZIO:
Antiche Cantine Migliaccio, Isola di Ponza, Lt
- Pizzicato Bianco
vino frizzante naturale in bottiglia ottenuto con il metodo di filtrazione a cappuccio
- Fieno Bianco e Fieno Rosa
ottenuti da vinificazione con pietratorcia
Terra delle Ginestre, Spigno, Saturnia Lt
- Lentisco Bianco ottenuto da vinificazione con macerazione sulle bucce, fermentazione e sosta sui lieviti per otto mesi in botte di castagno.
- Compagnia di Ermes , Olevano Romano , Roma
Attis Cesanese di Olevano Romano ottenuto dal recupero di vigneti allevati a “CONOCCHIE” di oltre 100 anni
TOSCANA
- Piombaia , Montalcino, Siena
Brunello 2004 ottenuto da piante di sangiovese di 60 anni recuperate dagli espianti e rimesse a dimora
- Santantimo Rosso 2007
Cru di Sangiovese in una piccola zona di Montalcino caratterizzata da terreno sabbioso con presenza di quarzo
CAMPANIA
- Contrade di Taurasi di E. Lonardo – Taurasi - Av
Greco Musc’ 2006.ottenuto da lieviti autoselezionat
Taurasi Riserva Docg 2001 ottenuto con 90 giorni di macerazione sulle bucce
- I Borboni, Lusciano – Ce
Asprinio di Aversa ottenuto dalla vinficazione di vigneti ad Alberata
- Vigne Sannite , Castelvenere, Bn
Agostinella Bianco 2005 Campania Igt, ottenuto da viti di oltre 100 anni appartenenti ad un vitigno quasi estinto
- Viticoltore Raffaele Moccia , Agnano – Na
Vigna del Pino 2006, Falanghina da piante di oltre 80 anni allevate a spalliera Puteolana
SICILIA
- Rocca Etna d’Api , Zafferana Etnea Ct
Ottenuto da appassimento di uve da vitigno sconosciuto non identificabile in alcun Dna

Quota di partecipazione € 40,00 Info e Prenotazioni 081.854 93 47 – 339 22 36 700 info@abraxasosteria.it

venerdì 8 maggio 2009

12 - 16 maggio 2009 WINE & THE CITY, A’ TAVERNA DO RE SEGUE IL FILO DEL VINO E DEL MARE



WINE & THE CITY

FUORI SALONE VITIGNO ITALIA 2009
12 – 15 MAGGIO 2009

A’ TAVERNA DO RE SEGUE IL FILO DEL VINO E DEL MARE

CINQUE SERATE D’AUTORE CON AZIENDE CAMPANE

In collaborazione con Officine Gourmet

A’ Taverna Do Re , locale affermato di citta’ di fianco al Teatro Mercadante , propone appuntamenti golosi seguendo la scia del mare, dal Maschio Angioino al Castel dell’Ovo nuova prestigiosa location di Vitigno Italia 2009 che aprirà i battenti il 17 maggio.

Il programma

Martedi 12 maggio: i bianchi e il rosato dell’azienda Terredora, i grandi vini d’Irpinia della famiglia Mastroberardino, un fantastico blend tra innovazione e tradizione
Il Menù Entree Spiedino gamberetti e provola di Agerola Antipasto un'insolita insalata di mare... Primi ( Assaggi) Paccheri cozze e Pecorino Laticauda Risotto con Calamari al profumo di limoni di Sorrento Secondo involtini di seppia farciti di melanzane su crema di olive di Gaeta Pre dessert crema di cassata con amarene di casa Dessert Babà al limone

Mercoledi 13 maggio : Cantine Olivella , la Catalanesca. “Kata’ e baccala’ un matrimonio d’amore all’ombra del Vesuvio”
Il Menù Entree arancino di baccalà con pesto di rucola Antipasto carpaccio di baccala con capperi di pantelleria,e olive nere appassite Primi mezzemaniche con baccala e patate pomodorino s.marzano risotto al nero di seppia mantecato al mussillo Secondo carcassa di baccalà con carciofi affogati Pre dessert crema al limone Dessert... la spogliatella. ..

Giovedi’ 14 maggio: i bianchi e il rosato del paradiso, la Costa d’Amalfi di Ettore Sammarco a Ravello

Il Menù Entree involtino di alici di cetara con il suo pesto Antipasto millefoglie di bandiera con scarola riccia passeri e pinoli Primi - risotto col l'azzurro mare, - paccheri con ricciola su velluttata di pomodoro e basilico Secondo filetto di tonnetto al vapore con vinagrette aceto e mentuccia Pre dessert salsa all'inglese con fragole Dessert profiteroles con crema al cioccolato fondente

Venerdi 15 maggio: i vini salati, selezione di vini campani e non, eccezionalmente sapidi con menu’ della tradizione marinaresca a sorpresa e la partecipazione del Direttore del Museo del Mare di Napoli, Prof. Antonio Mussari che presenterà il Museo e la Nuit Des Musèes che avrà luogo la sera successiva
Menu’

Entrèe
Involtino di alici e provola

Antipasto
Patate arrostite con pesto di rucola e gamberetti nostrani

Primi
Mezze maniche con aringa affumicata
Ravioli ripieni di cozze dei Campi Flegrei in brodo di polpo
su crema di fagioli cannellini


Secondo
Millefoglie di bandiera a tre colori

Pre dessert
La pastiera che non ti aspetti…

Dessert
Ricottina dolce agli agrumi

I vini “salati”

Attems 2008 Tocai Friulano Doc

Terre del Principe , Fontanavigna Pallagrello bianco
Terre del Volturno igt 2008

Contrade Taurasi. Greco Musc’ 2007

Sabato16 maggio: Pe’ mmare nun ce stanno Taverne

A’ Taverna Do Re si trasferisce idealmente al Museo del Mare di Napoli per partecipare con la degustazione di finger food marinaro abbinata ai vini delle Cantine Astroni (Ingresso Gratuito, prenotazioni info@museodelmarenapoli.it 081. 6173749 Via Di Pozzuoli 5, Bagnoli all’interno Istituto nautico Duca degli Abruzzi) alla NUIT DES MUSEES INTERNATIONALE che vedrà il Museo aperto dalle 19 alle 24. Una finestra storica sul mare negato di Bagnoli accompagnati da note di cultura, gusto e , naturalmente, vino .

Il costo delle serate , esclusa quela del 16 maggio che è gratuita, e’ di € 35,00 a persona

Info e prenotazione obbligatoria 081.552 24 24 info@tavernadore.it


Credits
www.atavernadore.it
www.terredora.com
www.ettoresammarco.it
cantineolivella@virgilio.it
www.cantineastroni.com
www.museodelmarenapoli.it
www.leofficinegourmet.it
www.wineandthecity.it

Napoli, 14-16 maggio. Wine&Foto con Tenute Adolfo Spada





In occasione della seconda edizione di Wine&TheCity, il Fuori Salone che anima la città di Napoli nei cinque giorni che precedono il Salone dei vini da vitigno autoctono e tradizionale “Vitigno Italia” (17>19 maggio 2009), Wine&Foto torna con un’esclusiva iniziativa che ha come fil rouge il doppio connubio Vino&Design e Vino&Fotografia.

In programma due giorni di performance e momenti dedicati all’arte e al vino per celebrare 2 anni di “wine&foto”, con lo sguardo sul Golfo di Napoli dallo studio e fucina di Luciano Ferrara.

Giovedì 14 e Sabato 16 maggio 2009
2 anni con “wine&foto”
Corso Vittorio Emanuele 167/c Napoli

La rassegna wine&foto, giunta alla quattordicesima tappa del suo eclettico percorso culturale e sensoriale, quest’anno incontra i vini della Tenuta Adolfo Spada (www.tenutaspada.it): Sabus 2007 e Flòres 2007, nuovissima etichetta dell’azienda di Galluccio (Caserta).
L’appuntamento è per giovedì 14 maggio (ore 19,00) e per Sabato 16 maggio dalle 11,00 alle 21,00.

La rassegna wine&foto, nata come punto di intersezione tra arti visive, approfondimenti multidisciplinari e cultura del gusto, ha debuttato il 10 marzo 2006. Ulteriori informazioni sono disponibili on-line sul sito www.lucianoferrara.it alla sezione wine&foto.

Il programma:
design / scultura / riccardo dalisi / teatrini di luce

immagini / carmine luino / luciano ferrara / due anni di wine&foto

poetar divino / vanda monaco westerstàhl / bateau ivre / Arthur Rimbaud

vini / Tenuta Adolfo Spada / Sabus 2007 Roccamonfina Igt e Flòres 2007 Roccamonfina Igt

assaggi / pane&olio / selezioni di saltati

La sera del 14 maggio è prevista la presenza del produttore, Ernesto Spada.
L’ingresso è esclusivamente su prenotazione. Si prega di riservare chiamando allo 081.6584541
o scrivendo a: info@winefoto.com.


Ufficio stampa wine&foto

mercoledì 15 aprile 2009

Napoli 17 aprile 2009 : il Museo Del Mare si presenta alla città













COMUNICATO STAMPA
Una mostra e un convegno del Museo del Mare




Venerdì 17 aprile 2009, presso il Museo del Mare di Napoli, via di Pozzuoli, 5 (Bagnoli), alle ore 9,00 sarà inaugurata la mostra foto-documentaria “Da scugnizzi a marinaretti. L’esperienza della Nave-Asilo Caracciolo” a cura di Antonio Mussari e M. Antonietta Selvaggio.
La mostra, attraverso materiali fotografici inediti e fonti d’archivio, ricostruisce l’originale esperimento educativo che ebbe luogo a Napoli tra il 1913 e il 1928, richiamando l’attenzione e l’ammirazione di studiosi e di esperti da tutto il mondo.
Il metodo pedagogico di Giulia Civita Franceschi, direttrice della Nave-Asilo, sottrasse alla strada oltre 750 “scugnizzi”, restituendoli a una vita sana e dignitosa.
La rievocazione di questa straordinaria esperienza rientra nel più ampio progetto del Museo del Mare “Per recuperare la memoria marinara di Napoli”, tema oggetto del Convegno nazionale di studi, che si svolgerà lo stesso giorno dalle 10,30 alle 18,30 nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Nautico “Duca degli Abruzzi”. Parteciperanno studiosi di diversi atenei e centri di ricerca con contributi che vanno dall’importanza del patrimonio culturale immateriale relativo al mare e ai suoi mestieri, alla rilevanza del mare nella storia ambientale, alla fenomenologia sociale delle popolazioni marittime nella lunga durata, alla identità mediterranea tra incontri e conflitti, all’istituzione delle Navi-Asilo in Italia sul modello delle training ships inglesi.
Alla tavola rotonda, che inizierà alle ore 15,00, sono previsti gli interventi degli assessori del Comune di Napoli, Mario Raffa (Sviluppo), Diego Guida (Archivi storici), Gioia Rispoli (Istruzione) e della Direzione Regionale dei Beni Culturali oltre che della Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico-artistico e per il polo museale della città di Napoli.
In allegato inviti Mostra e Convegno








Uff. Stampa e Relazioni Esterne
Giulia Cannada Bartoli
Mob. 339.8789602 – 377.095065
stampa@museodelmarenapoli.it








Presentazione mostra - nota storica

Negli anni tra il 1913 e il 1928, Napoli fu al centro dell’interesse pedagogico internazionale per un esperimento educativo straordinario, che si realizzò sulla Nave-Asilo “Caracciolo”.
A dirigere la “Caracciolo”, che accolse oltre 750 bambini e ragazzi sottraendoli a una condizione di abbandono e restituendoli a una vita sana, civile e dignitosa, fu chiamata la signora Giulia Civita Franceschi (1870-1957).
Il suo metodo, apprezzato da Maria Montessori e da numerosi osservatori italiani e stranieri, i quali visitarono la Nave in quegli anni, viene descritto e illustrato in questa mostra grazie a un insieme di fonti documentali e di materiali fotografici, che ben si prestano ad esemplificare attraverso le parole di protagonisti e testimoni e le immagini dei tanti “caracciolini” l’ammirevole “sistema Civita”.
Con questa espressione s’intende un metodo educativo originale, adatto al recupero e all’integrazione di minori a rischio di delinquenza ed esposti a ogni tipo di malattia, che poneva al centro i valori della dignità legata al lavoro, della solidarietà e degli affetti.
La “Caracciolo”, infatti, non si limitò ad essere una scuola di addestramento ai mestieri marittimi, ma fu piuttosto una “comunità”, in cui – secondo l’impostazione di Giulia Civita – ogni fanciullo, conosciuto e rispettato nei propri bisogni nonché incoraggiato e valorizzato nella proprie tendenze, veniva “aiutato individualmente a migliorarsi e a svilupparsi in modo armonico”. Per questi tratti caratteristici la Civita la definisce un’educazione naturale.
Ma come nacque la Nave-Asilo? Va detto che il disegno di legge per cui il Ministero della Marina fece dono alla città di Napoli della “Caracciolo” fu opera del ministro Pasquale Leonardi Cattolica, mentre il prof. Federico Celentano, in qualità di presidente del Patronato appositamente costituito, provvide a redigere lo statuto. Dopo l’approvazione della legge (13 luglio 1911) e dello statuto (23 giugno 1912), la Nave fu inaugurata nell’aprile del 1913. La ricostruzione della vicenda, tuttavia, sarebbe incompleta se non venisse ricordato l’impegno di altri personaggi che in vario modo sollecitarono, ispirarono e resero possibile la realizzazione del progetto, quali Enrichetta Chiaraviglio Giolitti, David ed Elvira Levi-Morenos, Antonia Nitti, Lucy Re-Bartlett, il deputato Dentice d’Accadia, relatore della legge alla Camera dei deputati, il marchese di Campolattaro, primo presidente del Comitato cittadino pro Nave-Asilo ed altre figure di filantropi/e.
Né va dimenticato uno dei primi propugnatori del trasferimento in Italia dell’esperienza inglese delle training ships, quale fu fin dal 1878 Pasquale Villari, profondo conoscitore dei buoni risultati conseguiti con quel sistema in Inghilterra.
Quando fu inaugurata la “Caracciolo”, l’iniziativa presentava già due precedenti in Italia: la Nave-Officina “Garaventa” a Genova, attiva dal 1883 e finalizzata ad accogliere giovani che avessero scontato delle pene carcerarie, e la Nave-Asilo “Scilla”, promossa a Venezia da David ed Elvira Levi-Morenos fin dal 1906 e funzionante come scuola di pesca per gli orfani dei pescatori dell’Adriatico.
La “Caracciolo”, diversamente, fu destinata ad accogliere sia gli orfani dei marittimi sia i fanciulli abbandonati di Napoli – “pericolati” e “pericolanti” nel linguaggio criminologico del tempo -, meglio noti in Italia e nel mondo col nome di “scugnizzi”.
La Direttrice, Giulia Civita Franceschi, salì a bordo della Nave nell’agosto del 1913 e vi rimase fino al 1928, l’anno in cui fu allontanata dal fascismo che, nel suo intento totalitario, volle inserire questo istituto educativo nell’Opera Nazionale Balilla, interrompendone così la peculiare funzione.
Tra le conseguenze negative di questa decisione vi fu anche la mancata realizzazione di un progetto maturato da tempo nella mente della Civita: l’estensione alle bambine e alle ragazze abbandonate, le “scugnizze”, dell’opera di accoglienza e recupero rivolta fino ad allora esclusivamente ai loro coetanei maschi.
Con la nascita della SPEM (Scuola per Pescatori e Marinaretti) nel 1921, infatti, era stato previsto nella località di Misero un edificio destinato alle bambine, ma l’iter per la sua attuazione, pesantemente intralciato da interessi privati, ebbe un esito fallimentare. La vicenda è narrata con precisione da Olga Arcuno in alcuni articoli pubblicati sul mensile “Solidarietà” nel corso del 1949.
Bisogna andare, quindi, agli anni del secondo dopoguerra per ritrovare notizie della signora Civita. E sono due donne, la giornalista Lieta Nicodemi e la vicepresidente del CAF (Centro Attività femminile), Olga Arcuno, a riportarla sulla scena non solo allo scopo di celebrarne i meriti per l’opera compiuta. In realtà, esse si proponevano di ottenere per l’infanzia derelitta di Napoli, all’indomani del secondo conflitto mondiale, una nuova stagione sul modello dell’esperimento educativo della “Caracciolo”. A questo appello Giulia Civita, nonostante i torti subìti e le amarezze sofferte, rispose con grande senso di responsabilità, fornendo, ad esempio, una convinta e appassionata esposizione del suo metodo, illustrandone i risultati e sollecitando a non lasciar appassire il seme di un’esperienza tanto feconda. L’occasione le fu offerta, oltre che dagli articoli di Lieta Nicodemi e di Olga Arcuno, rispettivamente sulle pagine dei giornali “Risorgimento” e “Solidarietà”, anche dal Congresso delle donne napoletane (29-30 giugno 1947), in cui le fu riservata l’intervento inaugurale. Nel corso di esso, “senza false modestie”, Ella ribadì insieme ai concetti fondamentali del suo metodo anche il “primato” femminile in campo educativo e rieducativo. Ma si comprende dal tono del suo discorso e soprattutto dalla conclusione che ciò che le sta più a cuore è, come sempre, la sorte degli “scugnizzi”, quel drammatico problema che “torna oggi ad imperversare in questa nostra martoriata città e vi imperverserà tanto maggiormente quando gli anni renderanno più visibili le conseguenze del passaggio di due eserciti – l’uno di padroni, l’altro di vittoriosi”.










sabato 21 marzo 2009

Mercoledì 25 marzo, dalle ore 20, appuntamento al dehors del Bar Calise, «Espressioni e territori del Fiano»

Mercoledì 25 marzo, dalle ore 20, appuntamento al dehors del Bar Calise
La Campania del vino
incontra Ischia
«Espressioni e territori del Fiano», tra Sannio, Irpinia e Cilento, è il primo appuntamento per gli enocuriosi, organizzato dalla delegazione di Ischia e Procida dell’Associazione italiana sommelier. Il giornalista Ciro Cenatiempo guiderà l’assaggio di grandi bottiglie e il racconto dei loro prestigiosi produttori: Domenico Ocone, Paolo Mastroberardino e Paola De Conciliis.

«Viaggio in Campania attraverso il Fiano, espressioni e territori». È questo il titolo suggestivo del primo appuntamento organizzato dalla delegazione di Ischia e Procida dell’Associazione italiana sommelier, in programma per mercoledì, dalle ore 20, nella cornice dello splendido dehors del Bar Calise di Ischia, nell’ambito della kermesse «Gli incontri degli enocuriosi» che apre una finestra senza precedenti sul panorama della cultura enoica regionale.
Il giornalista e scrittore Ciro Cenatiempo, coautore, tra l’altro, con Francesco Aiello e Giulia Cannada Bartoli, della Guida completa ai vini della provincia di Napoli (edizioni dell’Ippogrifo) curata da Luciano Pignataro, guiderà l’assaggio dei vini e la narrazione delle loro storie, tra Sannio, Irpinia e Cilento, attraverso la voce dei protagonisti, tre prestigiosi produttori quali Domenico Ocone, dell’azienda agricola del Monte; Paolo Mastroberardino, dell’azienda agricola Terredora, Paola De Conciliis, dell’azienda Viticoltori De Conciliis. Al naso ed al palato degli appassionati saranno rispettivamente sottoposti, in un emozionante susseguirsi di confronti, tre vini di spiccata identità: Ocabianca 2007 Beneventano Igt; Campore 2007 Fiano d’Avellino Docg, e Vigna Perella 2007 Paestum Igt.
«La Campania – spiega Iris Romano, a nome degli organizzatori dell’evento - è una vigna meravigliosa, rigogliosa nelle varietà di uve coltivate, ognuna delle quali offre vini di grandi qualità che portano con sé i retaggi culturali dei luoghi da cui provengono. Come delegazione di Ischia e Procida dell’Associazione italiana sommelier – aggiunge - abbiamo un progetto ed un sogno: collegare le tradizioni vinicole delle piccole isole con quelle del resto della Campania e non solo, in un gioco costruttivo ed amichevole di incontri ravvicinati con tutti i vignaioli illuminati che continuano a credere, anche se tra mille difficoltà, nel proprio lavoro e nelle potenzialità della propria terra».
Cuochi, barman, maitre, imprenditori della ristorazione, produttori di vino, enotecari e professionisti dell’enogastronomia, dalla parte del pubblico, celebreranno l’inizio di un percorso a tappe che si preannuncia entusiasmante.
«Abbiamo deciso di iniziare questo viaggio con il Fiano, perché – conclude Iris Romano - ci piace la capacità che ha avuto di sprovincializzarsi, di essere internazionale a casa propria, di fare suoi gli usi ed i costumi dei territori che l’hanno accolto, di adattarsi al substrato pur conservando la sua irruente ed unica personalità. Al nostro primo incontro partecipano aziende ormai storiche nel panorama campano, che hanno legato indissolubilmente il loro nome a quello del Fiano, Terredora, De Conciliis, Ocone, appunto, ognuna con un Fiano, una storia, un contesto diverso. E, in fondo, ci piace l’idea che il vino ci “metta in connessione” con questi grandi uomini e donne, perché, come dice il grande Attilio Scienza, i vini di una terra sono racconti di vita, raccontano la terra che li produce in modo molto più esauriente di qualsiasi libro di storia… berli vuol dire diventare parte di quella terra».

Montegrosso di Andria, L'Orto di Pietro Zito

Montegrosso di Andria, L'Orto di Pietro Zito

21/03/2009

di Giulia Cannada Bartoli


Pietro con alcuni ospiti

L’orto d’inverno è sempre un po’ spoglio, ma quello di Pietro Zito, lo chef contadino di Antichi Sapori Montegrosso in provincia di Bari, è un’esplosione di profumi, erbe selvatiche, aromi, cime di broccoli, cavolo rosso, zucche di diversa varietà, insalatine, rosmarino, almeno tre tipi di menta, sanginella, origano, timo, cicoria amara, cardoncello, il tutto circondato da olivi secolari da cultivar coratina, dai quali Pietro produce un ottimo olio. Tanti filari di terra curati come un giardino e seminati in questo periodo per le prossime freschezze di primavera, piselli, fave, zucchine e poi, tra qualche mese, pomodori galatini, melanzane, peperoni. Tutto il necessario per la cucina contadina quotidiana di Pietro, l’archeologo del gusto di Montegrosso, piatti di tradizione nella forma e nella sostanza. L’approvvigionamento delle materie prime è assolutamente a kilometri zero: la mattina papà Francesco raccoglie nell’orto e Pietro stabilisce il menù del giorno in base a quello che arriva in cucina. Trionfo di verdure per gli antipasti, gli spunsali, i lampascioni, le cime di broccoli “ammollicate” (mollica di pane raffermo soffritta in olio, aglio e peperoncino), insieme a freschissime ricottine e salumi di produzione propria. Una cucina della memoria profondamente radicata nel territorio e fondata su stagionalità e ruralità, senza concessione alcuna a rivisitazioni formali e sostanziali. L’intervento dell’alta tecnologia lo troviamo solo in cucina, dove Pietro si avvale, insieme al secondo chef, Sabino Liso, di moderne attrezzature che gli consentono di rispettare la freschezza e l’integrità dei prodotti dell’orto. Il ristorante è dotato di apparati in grado di produrre energia pulita sfruttando il sole, e riciclando il calore dei fornelli per ottenere acqua calda senza spreco di preziose risorse.

Mitiche cime di rapa

Nel menù nessun cedimento modaiolo, ma solo perseverante e appassionata ricerca di quello che il territorio ha di genuino. Pietro gira per le masserie in cerca dei formaggi migliori che affina in una personale grotta, dall’orto e dai campi della Murgia raccoglie erbe spontanee dimenticate da tutti. Il risultato: cacicavalli, pecorini, burrate, fave, cicorie, cipolle, grano arso, e gli altri innumerevoli eccezionali doni della terra circostante. Nascono così piatti semplici e della tradizione locale, quali il pancotto con cime di rape e olive dolci di Andria all'extravergine”, “ il crostone di pane raffermo con fave di Carpino, timo e cipolla novella”, “ le pettole al timo fritte all'extravergine”, primi deliziosi: “orecchiette di grano arso con purea di cicerchia, olive coratine, ricotta salata ed extravergine novello”, “passata di zucca gialla con pecorino canestrato e funghi cardoncelli”, “filetto d'asino scottato ai carboni di mandorlo con sale grosso di Margherita di Savoia ed extravergine”, “sponsali arraganati e insalata con profumi dell'orto e olio extravergine”. Infine squisiti dolci accompagnati dal Santa Lucia Gazza Ladra Aleatico Puglia Igt: “dolce di castagne con mandorle e mele cotogne” e per i più golosi c'era anche la “finta cassata di ricotta”. L’atmosfera è quella delle case contadine di una volta, oggi sempre più rara. Si viene trattati come amici di sempre, con attenzione e voglia di raccontare la storia di ogni piatto. La cucina è a vista ed è anche permesso entrarvi, semplicità e genuinità non vanno tenute segrete.

Questa è la Murgia, mi dice Pietro, paesaggio pietroso, masserie, tratturi dell’antica transumanza e vegetazione spontanea identificano un territorio mitico e seducente. Qui, soprattutto nelle stagioni meno affollate dai turisti, il tempo sembra fermarsi e si ha la calma di osservare ed immergersi in un naturale bouquet di erbe spontanee, commestibili ed incredibilmente saporite, dai nomi dialettali dimenticati e difficili da pronunciare.

Veniamo ora alla particolarità più affascinante che rende questo luogo unico ed irripetibile. “Orto mio” è una delle sue idee più riuscite: un orto- giardino di circa quindici ettari adiacente al ristorante, in cui Pietro e suo padre hanno reimpiantato diverse vecchie cultivar quasi dimenticate e un fantastico erbario selvatico e spontaneo. L’orto è più di una passione, è un progetto educativo, o rieducativo per adulti e ragazzi delle scuole. E ancora, su prenotazione, passeggiate nella Murgia per sentieri a raccogliere erbe selvatiche che Pietro insegna a riconoscere, a incontrare pastori che affinano formaggi in grotta e poi tutti giù al ristorante che, resta chiuso in queste occasioni, per lasciare spazio agli orto- turisti che cucinano con Pietro ciò che hanno raccolto. Poi tutti insieme alla tavola dei sapori di un tempo e della convivialità.

Pietro offre anche un’occasione unica: la possibilità di “adottare” un filare di pomodori galatini, piuttosto che di fave nere o di fagiolini di Andria, e passare una domenica diversa, magari con i bambini, a curarne la crescita, fino alla raccolta. Si tratta di un vero progetto di educazione alimentare sul campo, un ulteriore modo di conoscere o riscoprire i tesori enogastronomici che rendono unica questa terra.

Antichi Sapori, Piazza San Isidoro 9, 70031 Montegrosso di Andria (Bari) Telefono: +39.0883.569529 www.antichisapori.biz, info@antichisapori.biz

Come arrivare: Percorrendo la SP 231 (ex SS.98) da Bari in direzione Foggia, dopo le deviazioni per Andria e per Barletta, c’è un’indicazione – verso sinistra – per Montegrosso; il borgo è minuscolo, e il ristorante è individuabile con estrema facilità, in piazza S. Isidoro, antistante alla chiesa.

venerdì 20 marzo 2009

Oggetto: Acqua pazza di Cetara vince "LA PROVA DEL CUOCO"




Acqua pazza di Cetara vince "LA PROVA DEL CUOCO"
PROVA DEL CUOCO: VITTORIA PER LA CAMPANIA CON L'ACQUA PAZZA DI CETARA Centralini in tilt agli studi di Rai 1 per il ristorante salernitano, che si aggiudica la vittoria per la terza volta consecutiva L'acqua Pazza di Cetara vince il "Derby del Mare" contro la Sicilia, alla puntata di stamattina di La Prova del Cuoco su Rai 1. Vittorioso per la terza volta consecutiva, lo staff del ristorante in provincia di Salerno, ha rappresentato al meglio i prodotti tipici della Regione Campania, con tre piatti a base di pesce azzurro, parmigiana e limoni della costiera amalfitana."I centralini degli studi televisivi sono andati in tilt per il televoto - spiega Janet D'Alesio, delegata alle public relation per l'Acqua Pazza di Cetara - la Campania ha stravinto, i ragazzi hanno conquistato il pubblico a casa, vincendo la gara ai fornelli con il 52% di preferenze e 150 telefonate perse, per il concentrarsi nello stesso momento delle chiamate. Tutte a favore della Campania".Una vittoria entusiasmante che ha visto Gennaro Castiello e Gennaro Marciante, proprietari del ristorante L'Acqua Pazza, alle prese con tre nuovi piatti con i sapori dei due Golfi Campani: Parmigiana allert con ricotta di bufala, Parmigianetta bianca con pesce bandiera e provola affumicata di Tramonti e Limone della costiera, bianchetti di sarde e alici in guazzetto di limone."Ci siamo classificati per la terza volta - raccontano i due chef - grazie ai prodotti tipici dei due Golfi. I sapori e le gustosità della Regione Campania hanno conquistato il pubblico da casa e noi ci siamo limitati ad essere noi stessi, allegri e solari divertendoci a fare ciò che ci riesce meglio: cucinare con passione".




RISTORANTE“ACQUA PAZZA”Nato nel 1994Proprietari: Gennaro Castiello e Gennaro MarcianteCorso Garibaldi, 38Cetara (SA)Tel. 089261606mailto:089261606info@acquapazza.it


NELLE FOTO:002 - GENNARO CASTIELLO, RESPONSABILE DI SALA009 - GENNARO MARCIANTE, CHEF010 - CASTELLO E MARCIANTE CON JANET D'ALESSIO, DELEGATA ALLE PUBLIC RELATION --






Luisa Del SorboSTAFF GUSTO MEDITERRANEOCell.3289145106Tel/fax 0818631416info@30nodi.comhttp://www.30nodi.com/

mercoledì 18 marzo 2009

Sabato 21 Marzo , Festa di Primavera in Biblioteca

Battipaglia, 26-27 marzo. L'olio d'oliva a La Fabbrica dei Sapori

Diffondo volentieri la bella iniziativa di Luciano Pignataro Wine Blog, Fabbrica dei Sapori e Confagricoltura, dedicata alle dop dell 'olio extrevergine campano. Due giorni per un consumo piu' consapevole delle nostre risorse alimentari di qualità





IL PROGRAMMA
Le ragioni dell’olio
Giovedì 26 marzo
· Breve presentazione della manifestazione e delle aziende partecipanti.
· Ore 18:00/20:00 - Sedute di assaggio per consumatori e appassionati a cura della Camera di Commercio di Salerno (per prenotazioni: 0828.630021).
Ore 20:30
Ouverture con Corrado Barberis e Luciano Pignataro
Dal cucchiaino al cucchiaio: alla ricerca del piacere e della salute
Serata a tema. Le zuppe primaverili di terra
Ospite: la cultivar beneventana Ortice
Irene Muccilli del Ristorante La Pignata di Pontelandolfo.
Giuseppe Iannotti del Ristorante Krèsios di Castelvenere.
Daniele Luongo della Locanda della Luna di San Giorgio del Sannio.
Dolce all’olio.
Antonella Iandolo del Ristorante La Maschera di Avellino presenta un dolce con la DOP Cilento
venerdì 27 marzo
· Ore 18:00/20:00 - Sedute di assaggio per consumatori e appassionati a cura della Camera di Commercio di Salerno (per prenotazioni: 0828.630021).
· Incontro scientifico promosso da Eugenio Luigi Iorio, Presidente dell’Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo, sul tema “La qualità nutrizionale dell’olio extra vergine d’oliva: un litro di salute”.
· Presentazione delle fasi del processo produttivo dell’olio extra vergine di oliva DOP a cura di Federico Weber e Vincenzo Coppolino dell’Istituto Mediterraneo di Certificazione (ISMeCERT).
La pizza e l’olio, il gusto collettivo.
Lectio magistralis a cura dell’Antica Pizzeria Brandi di Napoli, dell’Università della Pizza di Vico Equense e di Cosimo Mogavero della Pizzeria Ciripizza.
Serata a tema. Giovani chef, la pasta e l’olio d’oliva.
Ospite: la DOP Colline Salernitane
Ciro Di Marino, Tre Olivi del Savoy Beach Hotel di Paestum.
Raffaele Pappalardo del Ristorante Il Conte Andrea di Salerno.
Adriano e Giovanni Longo del Ristorante La Pergola di Paestum.
Presentazione de
“L’Extravergine 2009. Guida ai migliori oli del mondo di qualità accertata”.
Cucina e Vini Editrice
Antonella Petitti intervista l’autore Marco Oreggia.
Dolce all’olio
Antonio Ruggiero del Ristorante Fortezza Normanna di Vairano Patenora
Pasquale Marigliano della Pasticceria Marigliano di San Gennarello di Ottaviano presenta un dolce con la DOP Penisola Sorrentina
Vini in abbinamento
· Fiano di Avellino DOCG 2007, Greco di Tufo DOCG 2007, Aglianico 2007 Irpinia DOC
Donna Chiara, Montefalcione
Partecipano le aziende:
Azienda Agricola Vuolo
Cioffi Massimo
Il Nido di Sara Alfani
La Comunità
La Torretta
Marino Angela
Naimoli Antonio
Oleificio Dell'Orto
Oleificio Di Giacomo
Petrosino Sabato
Terra di Vento di Zottola Maria Luisa

IL PRODOTTO

La produzione dell’olio extravergine di oliva affonda le sue radici in una tradizione secolare. Infatti, già Plinio, nel 79 d.C., lo classificava in cinque qualità: oleum ex albis ulivis (proveniente dalla spremitura delle olive verdi), oleum viride (proveniente da olive raccolte a uno stadio più avanzato di maturazione), oleum maturum (proveniente da olive mature), oleum caducum (proveniente da olive raccolte a terra) e oleum cibarium (proveniente da olive bacate e destinato all’alimentazione degli schiavi). Columella – un grande conoscitore di agricoltura vissuto nel I secolo d.C. – scriveva nel suo trattato De Rustica “Olea prima omnium arborum est”, cioè l’ulivo è il primo di tutti gli alberi. Oggi il comparto olivicolo rappresenta non solo un importantissimo aspetto della cultura della Campania ma anche una delle risorse più importanti del settore agro-alimentare della regione e, quindi, della sua economia. Con le sua 200.000 tonnellate di olive e le sue 40.000 tonnellate di olio all’anno, pari ad oltre il 6% della quantità prodotta in tutta l’Italia, la Campania si colloca al quarto posto fra tutte le regioni produttrici di olio. La provincia di Salerno ha 38.997 ettari coltivati a uliveto, nei quali viene prodotto il 53% di tutto l’olio campano. Al secondo posto c’è la provincia di Benevento, che ne produce il 23%. La Campania, oltre a una tradizione olivicola millenaria, vanta un patrimonio varietale estremamente ricco e variegato. Infatti, gli ambienti di coltivazione sono estremamente diversificati: si va dalle coste soleggiate della provincia di Salerno e della Penisola Sorrentina fino agli olivi dell’Irpinia coltivati a 700 metri sul livello del mare, passando per le aree collinari interne del Casertano e Beneventano. Ciò contribuisce a rendere ogni cultivar unico e difficilmente replicabile altrove. Un olio extra vergine di oliva per fregiarsi della DOP, ovvero Denominazione di Origine Protetta, deve soddisfare i requisiti stabiliti dal Regolamento CEE 2081/92. Tutte le fasi del processo produttivo devono essere realizzate nell’area geografica protetta e nel rispetto del relativo Disciplinare di Produzione, il quale specifica le modalità di ottenimento, le caratteristiche organolettiche e analitiche che l’olio deve possedere al momento dell’immissione al consumo e, infine, le modalità di designazione e presentazione del prodotto finito. Protagonisti della manifestazione saranno le tre DOP di olio extravergine di oliva della Campania già riconosciute dalla Comunità Europea, Colline Salernitane, Cilento e Penisola Sorrentina, e le aziende produttrici dei grandi oli del Sud.

Olio da leggere Guida all’Olio d’oliva della Campania Diletta De Sio – Francesco Aiello Edizioni dell'Ippogrifo

L’OBIETTIVO DELL’EVENTO

L’obiettivo primario della manifestazione è quello di stimolare operatori e consumatori ad una maggiore conoscenza ed uso degli oli DOP ed offrire ad essi gli strumenti culturali e tecnico-scientifici indispensabili per orientarsi nella scelta delle diverse tipologie ed etichette, tenendo conto non solo della qualità ma anche della sicurezza alimentare. In tale contesto, la promozione dell’intera filiera degli oli extravergine di oliva DOP campani, Colline Salernitane, Cilento e Penisola Sorrentina, e dei grandi oli del Sud costituiràil cuore dell’evento. Per dare consistenza e forma a tali obiettivi, “La Fabbrica dei Sapori…” si proporrà come collegamento reale tra i produttori ed i consumatori affinché tra di loro si stabiliscano rapporti diretti, riducendo al minimo le fasi di intermediazione. A tale scopo, non solo saranno pubblicati i recapiti di tutti i produttori sul sito Internet de “La Fabbrica dei Sapori…” - www.lafabbricadeisapori.it - ma saranno anche messi in vendita ai visitatori, in bottiglie da un litro proposte a un prezzo speciale, gli oli esibiti in mostra ed offerti in degustazione. I visitatori che acquisteranno quantità maggiori di olio usufruiranno di offerte speciali.

Tutte le sere DIRETTA TV su TELECOLORE e sul CANALE SATELLITARE 849 di SKY

· L’ingresso alla manifestazione e ai banchi di assaggio è libero. · L’accesso ai corsi di assaggio e alle degustazioni guidate è su prenotazione.

Prenotazioni: 0828/630021 "La Fabbrica dei Sapori..." - Via Spineta, 84/C - Battipaglia (Sa) Info: 0828.630021 - www.lafabbricadeisapori.it