mercoledì 11 febbraio 2009

UNA GIORNATA A IDENTITA' GOLOSE MILANO 2009

Una domenica a Identità Golose

04/02/2009


il mio pezzo da inviata a Milano per www.lucianopignataro.it


Una grande identità golosa del Mediterraneo: il kebab

A lezione da Pietro Zito, Alfonso Caputo e Francesco Sposito

Quinta edizione di Identità Golose ideata a Milano da Paolo Marchi, curatore dell’omonima guida ai Ristoranti d’Autore in Italia e all’estero: è il piu’ importante show case dell’alta ristorazione italiana e internazionale.
Nuova sede piu’ ampia quest’anno, la fiera in Via Gattamelata, logistica in orizzontale, piu’ semplice per seguire i tanti eventi spesso in contemporanea. Nuove associazioni in partnership : i Jeunes Restaureteurs con la new entry campana di Francesco Sposìto di Taverna Estìa, Le Soste e gli Alumni di Alma, la scuola internazionale di cucina italiana di Colorno.
La vera novità è la nascita di CHIC, Charming Italian Chef, per la Campania partecipano Lino Scarallo il giovane e recentemente stellato Chef di Palazzo Petrucci a Napoli e Paolo Barrale, altra new entry stellata del ristorante Marennà dei Feudi di San Gregorio di Sorbo Serpico. CHIC vuole esprimere il fascino irresistibile della nuova cucina italiana che vuole uscire dai confini nazionali in un periodo storico dove molti vorrebbero chiudersi nella propria cucina. Chic ha esordito domenica sera con un cocktail molto rinforzato. Lino Scarallo ha preparato un “ Raviolo di lingua di vitello ripieno di gamberi crudi, con emulsione di bucce di limone di Sorrento, cimette di friarielli e polvere di cozze”, mentre, Paolo Barrale ha realizzato una “Caponata salernitana” – zuppa fredda di pomodoro del Piennolo , burrata di bufala e alici marinate in casa”.

Veniamo al tema della quinta edizione di Identità Golose: Verdure, Vita, Vent’anni : una visione moderna della cucina che utilizza quanto di buono e vicino arriva dai campi, dagli orti e dal mare, scarsa manipolazione delle materie prime per salvaguardarne tutte le proprietà organolettiche e nutritive senza perdere di vista gusto ed estetica, e, infine attenzione ai giovani chef emergenti. Una regione ospite, le Marche e una nazione straniera, la Francia e poi pasticceria, cioccolato, il mondo del vino e dello zafferano.

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Pietro Zito

Interessante la relazione di Pietro Zito, il grande cuoco pugliese, "l’agricoltore" di Montegrosso in Puglia. Pietro espone in bella vista ortaggi freschissimi, cime di rapa, pomodorini, pane locale raffermo, ottimo olio extravergine d’oliva da monocultivar coratina naturalmente piccante e le orecchiette di grano arso, il grano dei poveri, quello che i contadini raccoglievano dopo la bruciatura delle stoppe, come molti prodotti una volta poveri, oggi diventati d’elite. Pietro comincia la sua avventura negli anni ’90 con la Trattoria Antichi Sapori, a sottolineare l’obiettivo di ritrovare e valorizzare prodotti e sapori semplici della terra. La sua trattoria si trova in piena campagna e bisogna andarci di proposito. Ormai la borgata dei contadini di Montegrosso lavora tutta intorno a Pietro e al suo orto di 15 ettari: il papà di Pietro va in campagna con la carriola tutte le mattine a raccogliere i prodotti di stagione e i contadini e le vecchie signore fanno a gara per pulirli. I suoi primi clienti sono stati quelli quotidiani , con la necessità di mangiare ogni giorno qualcosa di diverso e piu’ sano dell’alimentazione da autostrada. Quindi rappresentanti, agenti di commercio, camionisti e professionisti in viaggio per lavoro. Poi è scattato il passa parola, nel ’96 arriva la giornalista Laura Ruggeri che comincia farlo conoscere fino ad arrivare ad oggi, quando Pietro Zito è ormai leader indiscusso della cucina povera e semplice di territorio, tendenza alla quale tutta la gastronomia sembra, tra discussioni e polemiche, riavvicinarsi a diversi livelli. Il primo piatto che Pietro prepara sotto i nostri occhi sono proprio le orecchiette di grano arso con cime di rapa raccolte il giorno prima, mollica fritta di pane raffermo e buon olio da coratina. Delle cime di rapa non si butta nulla e neanche il pane raffermo va sprecato: ecco allora il pancotto al forno con scarti di rapa lessati e olio crudo. Racconta Pietro che spesso i suoi colleghi grandi e affermati chef, tornano da lui espressamente per mangiare le sue verdure che, dicono, “fanno bene alla pancia”. Le verdure e le erbe selvatiche arrivano dall’alta Murgia e dal Tavoliere e assumono nomi e sapori diversi a seconda della provenienza. L’Alta Murgia è anche terra di fantastici formaggi, la burrata di Andria e per tutti, il fantastico Pecorino canestrato pugliese di diverse stagionature e il caciocavallo del Gargano che Pietro affina in una grotta personale.
Tutto questo lavoro intorno alla terra e alla cucina ha prodotto un grande indotto nel paese, i giovani sono rimasti e gli emigrati sono tornati per ritrovare i sapori di un tempo. Le ricette sono quelle della mamma e della nonna: la cucina della sopravvivenza, quella dell’epoca della fame, alla quale si sta tornando in questo periodo di ormai acclarata recessione. Pietro non si ferma mai, è sempre nell’orto, sta lavorando verso la conversione in biologico di tutta la produzione con tanto di semenzaio in proprio. Nel 2002 fa una scelta drastica e molto discussa, decide di chiudere nel fine settimana, perché quelli sono i giorni della massa , del gran affollamento e, nella maggior parte dei casi, di chi non dà valore ai sapori veri. Apre per divertimento e per scopi didattici la domenica su prenotazione per piccoli gruppi di appassionati o di scolaresche per fare educazione alla terra, passeggiata sulle Murge, si raccoglie e si cucina tutti insieme quello che si mangia.
A Montegrosso la cucina a km 0 non è una novità! I clienti possono persino adottare i propri filari di ortaggi e pomodori e usufruirne liberamente. Altra scelta difficile: riduzione dei coperti da 60 a 30, ampliamento della cucina ora a vista e incremento del personale, tutto a favore della qualità, ai fornelli tre chef Pietro, Nicola e Sabino. Le tecniche di cottura sono lente come quando si cuoceva a legna , si mantiene il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione. In sala persino le sedie in legno sono fatte da vecchi artigiani del paese con i pali di castagno dei vigneti. Spesso Pietro lavora in sinergia con le aziende vinicole della zona, tra tutte Agricola Santa Lucia di Roberto Perrone Capano, con il quale ha creato un circuito virtuoso di un modello cibo e vino da esportare in giro per il mondo. Il rapporto prezzo- qualità è straordinario, con 35 euro si mangia dall’antipasto al dolce, grazie al costo ridotto delle materie prime. Pietro ha allargato la diffusione delle sue produzioni anche ai negozi limitrofi di Andria e altri centri dove è possibile acquistare cime di rapa, erbe, zucche, pomodori e tanto altro. Di fianco al ristorante c’è la bottega di Antichi Sapori dove è possibile comprare tutti i prodotti degustati. Una curiosità: Pietro ha fatto un calcolo, utilizzare olio di ottima qualità in cucina costa 0,20 centesimi di euro a pasto! Questo è stato il mio primo incontro: Pietro Zito da Montegrosso, l’archeologo del gusto.

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Alfonso Caputo


Il mio secondo appuntamento è tutto campano: la lezione di Alfonso Caputo, lo chef due stelle Michelin di Taverna del Capitano a Massa Lubrense. Odore di mare in tempesta, Alfonso si appresta a preparare un piatto dai profumi antichi ma di modernissima concezione e tecnica.
Intanto prima di passare a spiegarci il piatto ci racconta la sua filosofia in cucina: grande rispetto delle materie prime, rifiuto della ripetitività, della ricetta standard, il piatto non è mai lo stesso perché la materia prima non è mai uguale a sé stessa, c’è sempre , se pur minima, qualche variazione. I piatti di Alfonso sono destinati ad ogni singolo cliente, non si tratta di preparazioni automatiche, a catena, semplicemente assemblate in cucina. Per Alfonso la cucina non è la catena di montaggio delle grandi brigate, ogni piatto viene preparato al momento ed è frutto di quell’istante. Veniamo ai piatti: due ricette a base di alghe rosse, verdi e rosa, cagliata di latte, scarola, oltre ad un blend in polvere di alghe brevettato, concepito per donare al piatto la massima potenza del gusto e dell’odore del mare, della rete appena tirata, del “malazzeno” di pescatori sulle spiaggette di Massa Lubrense. Alfonso prepara una cagliata a 36° molto consistente, insaporita con il blend di alghe , si aggiunge poi acqua bollente aromatizzata con sale rosa, con il passaggio violento di temperatura la cagliata si riduce in fiocchetti, simili alla spuma del mare in tempesta. Si tratta di una ricetta antica rivisitata con tecniche moderne giocate sulle temperature. Il piatto si presenta in bowl trasparente: brodo di alghe molto caldo, scarola , fiocchetti di caciottina ottenuti dalla cagliata e un pezzetto di pesce crudo che si scotta grazie alla temperatura del brodo.. L’amarognolo della scarola, la tendenza dolce e l’aromaticità della caciottina si fondono con la sapidità del brodo di alghe, dando luogo ad un equilibrio salato naturale che non copre assolutamente il sapore complessivo del piatto.
Terminata ed assaggiata la preparazione., Alfonso ci racconta la storia del ristorante di famiglia che parte dalla cucina costiera assolutamente tradizionale, gli spaghetti a vongole e gli gnocchi ancora oggi non mancano mai nel menu’ della Taverna del Capitano. Le materia prime sono quasi tutte di produzione propria a cominciare dalla conserva di pomodoro e dalla pasta, che dopo anni di esperimenti, Alfonso produce in proprio da semole selezionate, utilizzando una macchina ad estrusione altamente tecnologica. Anche per la pasta, ci racconta Alfonso, “ritorna un aspetto fondamentale della mia cucina, il gioco di temperature”. La ricetta: 1 kg di semola, 300 gr di acqua fredda senza sale ed essiccazione lunga, a temperatura molto piu’ alta di quella esterna, in inverno a 30/35°, l’umidità viene mantenuta in gabbie di legno non esattamente ortodosse dal punto di vista delle Asl. Nelle industrie l’essiccazione è veloce e violenta a circa 80/90° e produce una pasta già cotta, liscia e lucida. Il testimone passato ad Alfonso e sua sorella Mariella, esperta sommelier e donna di comunicazione, scandisce il passaggio dai grandi numeri del ristorante di mamma e papà all’alta ristorazione che ha portato alle due stelle Michelin. Le basi di cucina restano quelle di famiglia, aglio, olio, peperoncino, le porzioni non sono micro ….E’ piacevole fare cose diverse per divertirsi – dice Alfonso – ma la tradizione non va messa da parte, mi diverto a confrontarmi, ad esempio ho imparato da uno stagista giapponese che al caciocavallo è piu’ facile togliere la scorza con il pela patate, utensile che abbiamo sotto il naso tutti i giorni!
Negli stand: prodotti gourmet a cinque stelle, preziosità artigianali e grandi vini, fermi, bollicine e dolci.
Le cantine presenti, salve le eccezioni di Roberto Ceraudo, lungimirante viticoltore e ristoratore calabrese, Le Cantine Pellegrino da Marsala e il Gruppo Giv con le etichette pugliesi, lucane e siciliane, Castello Monaci, Re Manfredi e Tenuta Rapitalà, sono tutte del centro nord: le Marche, la regione ospite ha allestito un ristorante in piena regola con vini regionali in abbinamento, poi tanto Veneto e Piemonte e bollicine top class con Ferrari abbinate a varie stagionature di Grana Padano. Assaggio curiosa i vini di Petra di Francesca e Vittorio Moretti dalla Maremma Toscana di Suvereto, prevalenza di vitigni internazionali con tagli di sangiovese. All’assaggio anche lo stile è in prevalenza internazionale, si avverte pero’ la territorialità mediterranea della Maremma, vini morbidi ma con buona freschezza e sapidità. Il progetto della cantina è molto innovativo, la vinificazione non è meccanica ma avviene per caduta e gravità. Le zone destinate all’ affinamento in legno sono scavate direttamente nella collina. Francesca Planeta dalla Sicilia è presente solo con una straordinaria selezione di oli aziendali dalle colline di Menfi a ridosso del mare: Nocellara del Belice, Biancolilla e Cerasuola. Profumi intensi, a seconda delle varietà, note vegetali, pomodoro verde e basilico , erbe aromatiche, agrumi e ancora carciofo e banana verde Tra le golosità i formaggi del famoso affinatore di gorgonzola piemontese e oggi di tantissimi formaggi d’alpeggio italiani e stranieri, Luigi Guffanti. La cava di affinamento è un’antica miniera d’argento abbandonata in Valganna. Tanto cioccolato su tutti Valrhona e Guido Gobino da sempre partners dell’alta ristorazione.

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Francesco Sposito

Nel pomeriggio cominciano le performance dei giovani chef italiani e stranieri, colpisce il giovane scandinavo Renèe Redzepi, affrancatosi dalle influenze francofone, si è concentrato sulla cucina a base di prodotti autoctoni del nord Europa, magari difficili da comprendere per noi mediterranei, parliamo di muschi, licheni, carni di renna, alce, ostriche scandinave, olio da bacche di pino , rape ed alghe. Torniamo a casa. Dopo Redzepi è la volta del nostro Francesco Sposìto di Taverna Estìa, si cimenta in un tris Gioco, Ricordo, Emozione. Eccolo in tutta la sua brillante loquacità scugnizza, il cuoco di Taverna Estia a Brusciano, nella devastata campagna campana che non è propriamente «la costiera amalfitana, da cui dunque è doppiamente difficile emergere. Francesco ha avuto la sua prima stella a soli 25 anni, ragione sufficiente per fare di Brusciano uno dei vertici della creatività europea under 30. Lui, dice “deve qualcosa a qualcun altro: senza i miei passaggi da Passard e Barbaglini al Caffè Groppi non sarei quello che sono ora. Ma il mio ringraziamento più grande va a Igles Corelli, un maestro e mito”. Due i piatti di Francesco, un’esplosione di gusto: Frittata di uova, asparagi e pomodoro e Crème brûlée di baccalà, tradizioni in bianco e nero colorate dalla tecnica. La crème testimonia il ricordo dei suoi inizi in pasticceria, solo che lo zucchero di canna della brûlée classica è sostituito da una panuria di patate disidratate, mischiata con senape di grani.
Riparto con in testa anche una domanda posta dal grande Ferran Adrià: è giusto distruggere trent’anni di nuova cucina, giochi di consistenze, volumi, estetica e temperature, solo perché l’economia è in crisi? L’altra mia domanda è: il ritorno alla tradizione vuol necessariamente dire distruzione?

www.identitagolose.it

Premio Sirena d’Oro di Sorrento al Monastero di Santa Chiara

Premio Sirena d’Oro di Sorrento al Monastero di Santa Chiara


PREMIO SIRENA D’ORO di SORRENTO
VII edizione del Concorso nazionale degli oli Dop
Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania
con la collaborazione di Città di Sorrento e la partecipazione dell’ Associazione Nazionale Città dell’Olio, Federdop Olio e Oleum

Si raddoppia in questa edizione con la nuova tappa a Napoli del Premio Sirena d’Oro dal 27 febbraio al 1 marzo, con un weekend molto particolare. Minicorsi di assaggio, degustazioni guidate, la scuola di cucina con i prodotti tipici della Campania e il tradizionale Salotto degli Oli Dop, un convegno sul tema “Prima Giornata Mondiale dell’Alimentazione Mediterranea – Orgoglio Mediterranea” sull’alimentazione mediterranea aperto a tutti, la premiazione degli oli vincitori delle Menzioni di Merito e un workshop riservato ad operatori, buyers e giornalisti. Tra le iniziative ecco spuntare Orgoglio Mediterranea, la prima giornata di orgoglio nazionale interamente dedicata all’alimentazione mediterranea che, dopo la presentazione a Imperia in occasione di OliOliva, sceglie l’unico concorso dedicato agli oli a denominazione di origine italiani. Creata da Fede & Tinto – Federico Quaranta e Nicola Prudente – autori e conduttori del programma Decanter di Rai Radio2 che trasmetteranno in diretta nei tre giorni della manifestazione, la giornata, realizzata con il contributo del MIPAAF, si caratterizzerà per entrare in tutte le tavole delle famiglie italiane e nei ristoranti, con pasta, riso, verdure, frutta fresca di stagione, olio d’ oliva e legumi come protagonisti assoluti e in un importante convegno incentrato sul tema.
Anche le sfide a colpi di etichetta degli oli extra vergine di oliva Dop aumentano. Partendo da Imperia, le preselezioni continuano a Roma e in Sardegna, per presentarsi a Bruxelles al Parlamento Europeo, a Trieste per Olio Capitale e sbarcare infine a Sorrento il 14 e il 15 marzo, nella splendida cornice del Teatro Tasso, per la cerimonia di premiazione della Sirena d’Oro nelle tre categorie di fruttato leggero, medio e intenso in un weekend ricco di iniziative come la cerimonia di premiazione dell’ambitissimo premio “Il Miglior Uliveto”, il convegno dal tema “il profumo dell’olio” e la VII Assise dei Consorzi di Tutela degli Oli Dop. Non poteva mancare, inoltre, la tradizionale tappa al Vinitaly – Sol di Verona dal 2 al 6 aprile. Gli appuntamenti proseguono fino al 29 marzo in tutte e cinque le province Campane con il Mese dell’Olio Dop in Campania, la manifestazione cornice del Premio Sirena d’Oro di Sorrento.

Ufficio stampa:
Marzia Morganti Tempestini, cell. 335 6130800, e-mail: marzia.morganti@tiscali.it,
Agenzia Freelance, tel. 0577272123 – 219228, e-mail: sienanews@iol.it

Per informazioni:
Segreteria Nazionale del Premio Sirena d’Oro di Sorrento: Associazione Nazionale Città dell’Olio, tel. 0577 329109 sito internet www.cittadellolio.it

Programma Salotto degli Oli Dop d’Italia
(27 febbraio- 1 marzo Monastero di Santa Chiara - Napoli)

Dalle ore 16 del 27 febbraio alle 14 del 1 marzo gli oltre 60 oli vincitori delle Menzioni di Merito saranno in degustazione negli emozionanti ambienti del Monastero di Santa Chiara.
Rosmarino, mela, pomodoro, menta, carciofo, erba appena falciata, sono solo alcune delle sensazioni che vi sorprenderete di avvertire negli assaggi dei 37 oli DOP presenti.
Le Antiche cucine, la Sala del Refettorio, il Chiostro di S. Francesco, la Sala del Crocifisso, la Sala delle Terme sono gli scenari dove si celebrerà questa impareggiabile festa dell’olio.
All’ingresso è allestita la bella Mostra fotografica “In principio era l’olivo: dalla macina alla tecnologia è storia umana” che vi introdurrà nel mondo dell’olio.

Venerdi 27 febbraio

Ore 16,00
Inaugurazione del Salotto degli oli

ore 16.00 - 23.00 - Chiostro di S. Francesco
Salotto degli oli DOP d’Italia - Stand e degustazioni guidate dai produttori dei 37 oli DOP d’Italia;

Ore 16,30 - Saletta delle Terme
Cerimonia di premiazione delle Menzioni di merito della VII Edizione del Premio Sirena d’Oro di Sorrento;

Ore 17,00 – Antiche Cucine
Scuola di cucina con
Luigi Cremona (Giornalista – Enogastronomo)
Andy Luotto (Attore e Chef);

Ore 18,30 - Saletta delle Terme
Minicorso di assaggio (1 ora) tenuto da esperti assaggiatori, che introdurranno i partecipanti alla degustazione degli oli DOP;

Solo per invito
Ore 20.00 - Sala del Crocifisso
Buffet con i prodotti tipici e i vini della Campania

Ore 21,00 – 23,00
Diretta radiofonica Rai Radio 2 Decanter

Sabato 28 febbraio

Ore 10.00- 20.00 - Chiostro di S. Francesco
Salotto degli oli DOP d’Italia - Stand e degustazioni guidate dai produttori dei 37 oli DOP d’Italia

Ore 10.30 - Sala Maria Cristina
Convegno sul tema
“Prima Giornata Mondiale dell’Alimentazione Mediterranea - Orgoglio Mediterranea”
Intervengono:
On.le Vincenzo Lavarra – Commissione agricoltura e Industria del Parlamento Europeo;
Laura La Torre – Direttore Generale del MiPAAF;
Andrea Cozzolino - Assessore Agricoltura e Attività Produttive Regione Campania;
Raffaele Sacchi – Dipartimento di Scienza degli Alimenti, Facoltà di Agraria, Università di Napoli Federico II;
Benvenuto Cestaro - Direttore della Scuola di Scienza dell’Alimentazione -’Università degli Studi di Milano;
Carlo Cambi - Direttore di Le Vie del Gusto;
Alfonso Iaccarino – Ristorante Don Alfonso 1890, Sant’Agata sui Due Golfi (Napoli);
Enrico Lupi – Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio;
Vincenzo Massari, Presidente FEDERDOP;

Relazionano, moderano e animano i lavori
Fede & Tinto di Radio 2 Decanter;

Solo per invito

Ore 13.30 - Sala del Crocifisso
Buffet con i prodotti tipici e i vini della Campania;

Ore 16,00 - Antiche Cucine
Scuola di cucina con
Gaetano Avallone (Tecnico Degustatore di Olio)
Lino Scarallo (Chef Palazzo Petrucci - NA);

Ore 18.30 - Saletta delle Terme
Minicorso di assaggio (1 ora) tenuto da esperti assaggiatori, che introdurranno i partecipanti alla degustazione degli oli DOP

Domenica 1 marzo

Ore 10.00- 14.00- Chiostro di S. Francesco
Salotto degli oli DOP d’Italia - Stand e degustazioni guidate dai produttori dei 37 oli DOP d’Italia;

Ore 11,00 – Antiche Cucine
Scuola di cucina con
Dante del Vecchio (Esperto Enogastronomo),
Marco Oreggia (Giornalista e curatore dela Guida Extravergine di Oliva)
Fabio Barbaglini (Chef)

Ore 12,00 – Saletta delle Terme
Minicorso di assaggio (1 ora) tenuto da esperti assaggiatori, che introdurranno i partecipanti alla degustazione degli oli DOP

mercoledì 7 gennaio 2009

Aglianico che passione: Storica verticale de il Titolo Aglianico del Vulture, Az. Agr. Elena Fucci – Barile (Pz)




Giovedì 15 gennaio 2009
h. 20,30

Abraxas Osteria & Officine Gourmet

Presentano


Aglianico che passione:
Storica verticale de il Titolo Aglianico del Vulture
Az. Agr. Elena Fucci – Barile (Pz)

Terzo appuntamento della Rassegna Vigne e Sapori da Sud
a cura di Giulia Cannada Bartoli e Nando Salemme



Una data pianificata da mesi per la degustazione verticale di quattro annate de Il Titolo Aglianico del Vulture di Elena e Salvatore Fucci da Barile, in Contrada Solagna del Titolo, da cui deriva il nome dell'unico vino prodotto da questa giovane piccola azienda, salita agli onori di critica e pubblico grazie ai Tre Bicchieri del millesimo 2001, 2005 e recentemente 2006. Salvatore ed Elena, padre e figlia: il contadino viticoltore erede di una lunga tradizione di famiglia e la giovane ragazza laureata in Enologia a Pisa. L'umanità delle persone che fanno vino si legge sempre nel bicchiere, è il caso di Elena e Salvatore: la cura in campagna, la dedizione in cantina, la capacità di proporsi senza finzioni quando si comunica e si commercia. Nasce così questo miracolo a Barile, in un vigneto ben esposto, con viti che superano i 50 anni d'età. Il vigneto è uno spettacolo e vale il viaggio: si tratta di un ventaglio a ridosso dell'uscita di Barile della superstrada che collega Candela a Potenza, ben esposta e che gode di grandi escursione termiche con il vento del vallone per asciugare l'umidità della notte.

In compagnia di Elena, giovane enologa e del papà , il grande Agricoltore Salvatore Fucci, degusteremo le annate:

2003
2004
2005
2006

Sarà interessante approfondire e discutere, tra un piatto e l'altro del menu' del Patron di Abraxas Nando Salemme, le differenze tra un millesimo e l'altro.

Nel Titolo 2003 ritroviamo passato, presente e futuro dell'aglianico del Vulture. Grande concentrazione di frutto, potenza e corredo aromatico straordinariamente ricco. La materia opulenta, polposa e tannica investe completamente il palato.

Eleganza ed equilibrio sono i marcatori del Titolo 2004, naso ricco di profumi di frutta rossa e di sottobosco ben fusi con il legno ed equilibrati al palato da una notevole freschezza in giusto contrappeso con tannini ben risolti, struttura buona ma non prepotente. Grandi premesse per un buon invecchiamento

Potenza, sorprendente freschezza e persistenza aromatica caratterizzano Il Titolo 2005 Già vicino all'equilibrio e giocato sul filo dell'eleganza. Un Aglianico piacevole e signorile, pronto da bere.

Il Titolo 2006 è presente in Il Titolo 2006 è presente in quattro Guide (Vini Buoni d'Italia, L'Espresso, Veronelli, Gambero Rosso) , ( manca all'appello Ais Duemilavini) pertanto si potrebbe incoronare come il Miglior Aglianico di quest'anno:complesso, elegante, naso minerale, tannini setosi, piena corrispondenza sul piano aromatico, bel finale, lungo e dolcemente fruttato. Sapore secco, caldo, di ampia struttura e lunga persistenza aromatica. Va lasciato affinare e promette grande longevità. Elena e Salvatore Fucci con il Titolo Aglianico del Vulture 2006, sfiorano il poker d'assi dei riconoscimenti delle guide di settore: la conferma che il lavoro serio in vigna, la determinazione e la modestia pagano sempre. Questa piccola impresa contadina sta facendo grande Barile, un gioco di squadra molto intelligente e raro, il volto migliore di una cultura contadina che capisce come sia importante avere l'enologo e al tempo stesso fare sacrifici per laureare il futuro stesso dell'azienda.

Insomma, una serata gourmet, per appassionati e non, di buon auspicio per il 2009, sospesi nella magica atmosfera dell'Osteria Abraxas, tra laghi e mare dei Campi Flegrei , nella Terra del Mito e culla del vino.

Ecco qualche piccola anticipazione dello chef Antonio di Meo sui piatti che avranno l'arduo compito di sostenere i quattro vini, campioni di potenza ed eleganza

Entrèe
Involtino di pancetta flegrea, cavolfiore
e papaccella napoletana
dolce con olio aromatizzato


Polentina terragna su vellutata di broccoli

Pasta fillo con zucca gialla napoletana, pancetta e provola di Agerola

Il Primo
Gnocchi di casa con Ragù di San Marzano

A breve il menù completo….



Quota di partecipazione € 40,00

Solo su prenotazione. Info: 081.8549347 – 339.2236700

info@abraxasosteria.it

Abraxas Osteria Via Scalandrone 15, Pozzuoli (Na)

Credits:
www.abraxasosteria.it
www.elenafuccivini.com
www.leofficinegourmet.it



Come arrivare: Tangenziale di Napoli - Uscita "Cuma" o dalla statale uscita "Lago d'Averno" , proseguire per 1 Km al primo incrocio svoltare a s,percorrere la strada per 500 Mt e svoltare nuovamente a sx, proseguire per 2 Km e sulla sinistra troverete l'insegna del locale.

lunedì 5 gennaio 2009

Presentazione della Guida completa ai vini della Provincia di Napoli di Luciano Pignataro, Francesco Aiello, Giulia Cannada Bartoli, Ciro Cenatiempo


Presentazione della Guida completa ai vini della Provincia di Napoli di Luciano Pignataro Francesco Aiello, Giulia Cannada Bartoli, Ciro Cenatiempo
Edizioni dell’Ippogrifo
180 pagine 10 euro

Per la prima volta Napoli ha la sua guida vitivinicola: 61 aziende e 700 etichette. Uno strumento indispensabile per gli appassionati e gli operatori del settore

Ne parlano
I presidenti delle Strade del Vino della provincia:
Vittoria Brancaccio (Penisola Sorrentina),
Maria Carolina Lubrano Lo Bianco (Campi Flegrei),
Vito Iacono (Ischia),
Michele Romano (Vesuvio)

Elena Martusciello, presidente delle Donne del Vino in Campania

Mariella Passari, dirigente Sesirca-Assessorato Regionale Agricoltura e Attività Produttive

coordinati da

Monica Piscitelli, giornalista e blogger
Giovedì 29 gennaio 2009 alle 18.00 presso La Feltrinelli di Piazza dei Martiri, Napoli

sabato 20 dicembre 2008

Natale 2008 , i miei auguri


A Tutti Voi i miei auguri più sinceri per giorni di pace, lontani dalle ansie e attenti alle piccole cose belle che la vita ci offfre e spesso non notiamo. Vi auguro un Natale sereno, di sentimenti e di attenzione per chi ci sta vicino. E poi un 2009 carico di sorrisi, speranza, coraggio, grinta, voglia di migliorare tutti assieme e proteggere questa nostra amata e bistrattata Terra
Un Augurio di Tutto cuore a voi e a tutti quelli che vi sono vicini

mercoledì 17 dicembre 2008

19 dicembre Cena Slow Food Caserta per i vini Spada e il Frantoio Ducale




Il 19 dicembre prossimo, al Ristorante il “Frantoio Ducale” di Castelmorrone (via Altieri, 50), in provincia di Caserta, si svolge la cena-evento organizzata dalla condotta Slow Food di Caserta, guidata da Sabatino Santacroce, in onore di due realtà dell’enogastronomia del territorio casertano che quest’anno hanno dato lustro alla regione conseguendo due importanti riconoscimenti.
Protagonisti dell’iniziativa saranno, infatti, il Roccamonfina Igt Gladius 2006, Blend di aglianico e Piedirosso, della Tenuta Adolfo Spada di Galluccio che ha portato alla regione uno dei 16 “Tre bicchieri” attribuiti ai vini campani dalla "Guida dei Vini d'Italia 2009" di Slow Food e Gambero Rosso e il “Frantoio Ducale”, location dell’iniziativa, uno dei locali new entry della rosa dei 20 “chiocciolati” dalla Guida “Osterie d’Italia 2009” di Slow Food Editore. Per l’occasione l’azienza Olivicola “Eredi Andrea De Maio” di Capua (Caserta) proporrà il suo extravergine.
Dei 30 ettari di proprietà della famiglia Spada dal 1973, nella Frazione Vaglie di Galluccio, 22 sono coltivati a vigneto: soprattutto Aglianico, Piedirosso e Falanghina. Ne escono fuori le quattro etichette aziendali, recensite dalle principali guide di settore: il Roccamonfina Igt Gladius, prodotto da selezionate uve Aglianico e Piedirosso; il Roccamonfina Igt Sabus, blend che alle suddette uve a bacca nera, aggiunge una percentuale di Montepulciano d’Abruzzo proveniente anch’esso dalle vigne aziendali; il Roccamonfina Igt Gallicius Rosso, Aglianico in purezza; e il Roccamonfina Igt Gallicius Bianco, Falanghina in purezza. La serata (30 euro per i soci Slow Food e 35 per i non Soci), cui sarà presente Ernesto Spada, alla guida dell’azienda con il fratello Vincenzo, sarà l'occasione per anticipare alcune delle iniziative in programma per il 2009, anno nel quale Ernesto Spada, ingegnere e manager proveniente dal settore finanza, da sempre animato dalla passione per la terra, e legato affettivamente alla proprietà del padre Adolfo, punta, con il fratello Vincenzo, a dare nuovo slancio all’immagine aziendale. Tra gli altri progetti: il lancio della nuova veste delle etichette dei suoi prodotti e l’espansione verso nuovi mercati esteri. Per prenotazioni contattare la condotta Slow Food di Caserta allo 0823 305970 oppure allo 0823354063

giovedì 4 dicembre 2008

Una bella idea da Maurizio Paolillo

Cava de' Tirreni, 4 dicembre. Il Ri-Sorso alla mostra Ri-Ciclo



RI-CICLO. UNO SGUARDO OLTRE I RIFIUTI

Mostra fotografica con quarantanove opere fotografiche di grande formato e due lastre antisdrucciolo dell’artista Ico Gasparri

Ri-Ciclo. Uno sguardo oltre i rifiuti è una mostra che nasce dall’intuizione di Ico Gasparri, fotografo sociale di professione, dedicata all’interpretazione artistica, attraverso il mezzo fotografico, dei rifiuti differenziati. La mostra presenta 49 opere fotografiche e due lastre antisdrucciolo in alluminio mandorlato con fotografia impressa, sono state scattate principalmente all’interno di impianti di riqualificazione di plastica, alluminio, carta/cartone, legno e vetro di varie aree della Campania, ma anche della Sicilia e del Veneto. E proprio nel segno della continuità e della coerenza, che la mostra viene ospitata a Cava de’Tirreni che, nella raccolta differenziata, è uno tra i comuni più virtuosi d'Italia.
La mostra si svolge nella ristrutturata Galleria Civica d'Arte Santa Maria del Rifugio di Cava de’Tirreni, inaugurata per l’occasione a una nuova vita culturale, dal 14 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, con inaugurazione il 14 dicembre alle ore 19.
Due edizioni recenti della mostra si sono svolte a Napoli, nelle sale di Santa Maria la Nova, sede della Provincia di Napoli e nel prestigioso Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, luogo per eccellenza di sviluppo ed elaborazione del pensiero contemporaneo internazionale, dove sono state avviate alcune importanti attività di monitoraggio e controllo sul territorio che hanno portato all'esplosione dello scandalo dei rifiuti tossici abbandonati nel sottosuolo della Campania. Le due edizioni hanno ricevuto il patrocinio morale della Provincia di Napoli, del Comune di Napoli e della Regione Campania, facendo si’ che rientrassero tra le iniziative che si schierano contro il “sistema della camorra”.
ico.gasparri@fastwebnet.it www.icogasparri.net

RI-SORSO
l'arte del vino e l'arte del riciclo

Evento abbinato all’inaugurazione della mostra
con degustazione di vini Terra delle Ginestre
Vini nobili da materiali poveri: muffato e botti di castagno

Da un’idea di Maurizio Paolillo, agronomo e cultore delle tradizioni nobili

La tecnologia è l’arte mediante la quale l’uomo ottiene beni destinati a soddisfare i propri bisogni, partendo da materia grezza. È un modo per creare ricchezza, valore aggiunto. E questo vale per tutti i campi, enologia compresa; quando si parte da un’uva apparentemente inutilizzabile per ottenere un vino fine, di pregio, dai profumi e dagli aromi insospettati, il risultato riesce ad essere addirittura sorprendente… Sorprendente come la ricerca artistica di Ico Gasparri mirante a esaltare il comportamento virtuoso dei cittadini e dei comuni che riciclano, come avviene con successo a Cava de' Tirreni, trasformando rifiuti in energia e risorse.

Promessa è un vino muffato, ottenuto da uve Moscato di Terracina colpite dal “marciume nobile”. A provocarlo è un fungo che, in condizioni normali, determina la degradazione totale dell’uva, rendendola inutilizzabile, ma, opportunamente gestito, dà vini dai caratteri assolutamente originali, con profumi di inusuale intensità e gusto lungo e profondo. È alta tecnologia anche l’uso di un vitigno tradizionale poco considerato, da vigne vecchie quasi dimenticate, con l’ausilio di materiali reperiti in loco e comunemente ritenuti inadatti alla vinificazione. È il caso del Lentisco, un bianco da uve Bellone in purezza, antico vitigno autoctono laziale, ottenute da vigneti con oltre mezzo secolo di vita, vinificate in fusti di castagno, per un tempo lunghissimo (fino a 8 mesi). Anche in questo caso il risultato sorprende: un vino dai profumi opulenti di frutta matura e caratteristici sentori di affumicato.

Vini in degustazione:

• Promessa 2006 – Lazio IGT
• Lentisco 2006 – Lazio IGT
Azienda: Terra delle Ginestre
piccola società cooperativa a r. l.
Via Fornello 94 – Spigno Saturnia (LT) – 0771700297
www.terradelleginestre.it - info@terradelleginestre.it
Enologo Maurizio De Simone

Addetto Stampa
Mariella Sportello
349/0876658

mercoledì 3 dicembre 2008

IL LATO SPUMANTE DELLA FALANGHINA


L'ARCANTE ENOTECA & IL RUDERE RISTORANTE

In collaborazione con
Officine Gourmet
presentano


Il lato spumante della Falanghina
&
la cucina di mare di Antonio Lubrano
Una festosa cartolina da Pozzuoli

Venerdì 19 Dicembre ore 20,30

Una cena gourmet per salutare il 2008. Per la prima volta insieme due realtà d’eccezione del panorama enogastronomico flegreo.
Angelo Di Costanzo, Primo Sommelier della Campania 2008 e Patron dell’Enoteca L’Arcante, presenta il lato spumante della Falanghina. Tre interpretazioni diverse del vitigno autoctono più diffuso in Campania raccontate direttamente dai produttori.
In abbinamento un menù della classica tradizione marinara flegrea proposto da Nunzia Andriolo Di Razza e da suo marito Rino con la sapiente realizzazione del giovane house Chef Antonio Lubrano.
Nunzia, Rino e Antonio, come Angelo e Lilly de L’Arcante, hanno scommesso e investito per promuovere la propria terra e lavorano ogni giorno con passione e competenza utilizzando materie prime d’eccellenza.

Una serata effervescente dunque, all’insegna del buon mangiare e del buon bere, circondati da intermezzi di vero “opus reticulatum” caratteristico delle costruzioni flegree del centro storico.


Partecipano:

- Alessandro Palmieri di Feudi di San Gregorio – Dubl Falanghina Spumante Metodo Classico
- Pasquale Massa di Cantine del Mare – Brezza Flegrea Falanghina Spumante Metodo Charmat
- Francois Di Domenico di Cantine Astroni – Astro Falanghina Spumante Brut Metodo Charmat

Si chiude in dolcezza con l’enologo Vincenzo Di Meo de I Vini della Sibilla che presenta il proprio passito di Falanghina.

Qualche anticipazione dallo Chef :

Ricotta e acciughe in tempura di semola e pizzelle di bianchetti…

Il tutto condito da un comune e fondamentale ingrediente:

la passione!

Ticket di partecipazione: €38,00
Sconto Soci Ais e Slow Food 10%

Info e prenotazioni

L’Arcante Enoteca 081.3031039
larcante@libero.it

Ristorante Il Rudere 081.5262943 info@ristoranteilrudere.it

Credits
L’Arcante , www.vinix.it/detail.php?ID=25330
www.ristoranteilrudere.it
www.feudi.it
www.cantinedelmare.it
www.cantineastroni.com
www.leofficinegourmet.it

Ristorante Il Rudere Via Pergolesi 80 Pozzuoli (Na)

12 Dicembre, a cena con la birra artigianale a L'Arcante

L'ARCANTE ENOTECA




Il Venerdì delle grandi bottiglie

I fuoriclasse che fanno la storia del vino in Italia e nel mondo

Venerdì 12 Dicembre ore 20,30

A CENA CON... LA BIRRA ARTIGIANALE

In occasione del Venerdì delle Grandi Bottiglie vogliamo proporvi una idea originale per le vostre prossime cene. Può la birra sostenere un menù degustazione? Certo che sì. Negli ultimi anni i consumi di birra in Italia sono cresciuti a dismisura e soprattutto sono cresciuti nella giusta direzione con uno sviluppo delle birre artigianali non più solo appannaggio dei paesi del famigerato triangolo del Benelux (Belgio, Olanda, Lussemburgo). In Italia sono sorti molti microbirrifici, dal nord al sud e noi vogliamo iniziare un percorso conoscitivo da condividere con voi tutti.

In quest’occasione ospitiamo dalla Puglia

BIRRIFICIO SVEVO

Come sempre uno speciale Menù degustazione in abbinamento con quattro birre Artigianali preparato per l'occasione da Lilly Avallone

Ticket di partecipazione € 38,00.
Sconto soci Ais e Slow Food 10%
Posti Limitati

EVENTO PROMOSSO IN COLLABORAZIONE CON
OFFICINE GOURMET
di Giulia Cannada Bartoli


E' richiesta la prenotazione, impegnativa per tempo allo 081.3031039 oppure a larcante@libero.it . Via Pergolesi, 86/88 Pozzuoli